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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/19-01-2017//08:00//NODE0097//2ª EDIZIONE
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Revisione percorsi dell’istruzione professionale
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Le modifiche proposte nello schema di decreto legislativo n° 379

Con lo schema di decreto legislativo n° 379 il Consiglio dei Ministri intende disciplinare la revisione dei percorsi dell'istruzione professionale, in raccordo con quelli dell'istruzione e formazione professionale, attraverso la ridefinizione degli indirizzi e il potenziamento delle attività didattiche laboratoriali. Le istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale vengono ridefinite Scuole Territoriali dell’Innovazione aperte e concepite come laboratori di ricerca, sperimentazione ed innovazione didattica con l’obiettivo di formare lo studente ad arti, mestieri e professioni strategici per l'economia del Paese per un saper fare di qualità comunemente denominato "Made in Italy", nonché di garantire che le competenze acquisite nei percorsi di istruzione professionale consentano una facile transizione nel mondo del lavoro e delle professioni.
A tal fine verrà assicurata allo studente una dimensione operativa in relazione alle attività economiche e produttive cui si riferisce l'indirizzo di studio prescelto (cfr. Allegato A – Scarica il Pdf riportato in basso).
La durata del percorso di istruzione professionale, articolato in 5 anni (biennio + triennio), prevede i seguenti indirizzi:
a) Servizi per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la silvicoltura;
b) Pesca commerciale e produzioni ittiche;
c) Artigianato per il
Made in Italy;
d) Manutenzione e assistenza tecnica:
e) Gestione delle acque e risanamento ambientale;
g) Enogastronomia e ospitalità alberghiera;
h) Servizi culturali e dello spettacolo;
i) Servizi per la sanità e l'assistenza sociale;
l) Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico;
m) Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.
I quadri orari relativi agli indirizzi di studio di cui sopra sono riportati nell'Allegato B (Scarica il Pdf riportato in basso).
Il biennio comprende 2112 ore complessive, articolate in 1188 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e in 924 ore di attività e insegnamenti di indirizzo comprensive del tempo da destinare al potenziamento dei laboratori. Le attività e gli insegnamenti di istruzione generale e di indirizzo sono aggregati in assi culturali. Le istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale, nell'esercizio della propria autonomia organizzativa e didattica, e con riferimento al Progetto formativo individuale possono organizzare il primo biennio in periodi diversi ed anche articolare la classe per gruppi. l periodi didattici possono essere collocati anche in due diversi anni scolastici ai fini dell'accesso al terzo anno dei percorsi.
Nell'ambito delle 2112 ore, una quota, non superiore a 264 ore, è destinata alla personalizzazione degli apprendimenti e alla realizzazione del Progetto formativo individuale; tale quota può comprendere anche le attività di alternanza scuola-lavoro.
Il triennio è articolato in un terzo, quarto e quinto anno. Per ciascun anno del triennio, l'orario scolastico è di 1056 ore, articolate in 462 ore di attività e insegnamenti di istruzione generale e in 594 ore di attività e insegnamenti di indirizzo, al fine di consentire allo studente di:
a) consolidare e innalzare progressivamente, soprattutto in contesti di laboratorio e di lavoro, i livelli di istruzione generale acquisiti nel biennio, anche attraverso spazi orari riservati nell'ambito della quota di autonomia prevista nel decreto;
b) acquisire e approfondire, specializzandole progressivamente, le competenze, le abilità e le conoscenze di indirizzo in funzione di un rapido accesso al lavoro;
c) partecipare alle attività di alternanza scuola-lavoro, previste dall'articolo l) comma 33, della legge 13 luglio 2015, n. 107, anche in apprendistato ai sensi degli articoli 41,42 e 43 del decreto
legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
d) costruire il curriculum dello studente previsto dall'articolo l, comma 28, della legge 13 luglio 2015, n. 107, in coerenza con il Progetto formativo individuale;
e) effettuare i passaggi tra i percorsi di istruzione professionale e quelli di istruzione e formazione professionale e viceversa, secondo le modalità previste nel decreto.
II quinto anno è strutturato dalle istituzioni scolastiche, nell'ambito della loro autonomia, in modo da consentire il conseguimento del diploma di istruzione professionale, previo superamento degli esami di Stato, e anche di maturare i crediti per l'acquisizione del certificato di specializzazione tecnica superiore (IFTS), ove previsto dalla programmazione delle singole Regioni.
Le istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale sono dotate di un ufficio tecnico, senza ulteriori oneri di funzionamento se non quelli previsti nell'ambito delle risorse a legislazione vigente, con il compito di sostenere la migliore organizzazione e funzionalità dei laboratori a fini didattici e il loro adeguamento in relazione alle esigenze poste dall'innovazione tecnologica nonché per la sicurezza delle persone e dell'ambiente.
Dal punto di vista didattico l'istruzione professionale è caratterizzata dalla personalizzazione del percorso di apprendimento, che si avvale di una quota del monte ore non superiore a 264 nel biennio di cui all'articolo 4 comma 2 e dal Progetto formativo individuale che viene redatto dal consiglio di classe entro tre mesi dall'inizio delle attività didattiche del primo anno di frequenza e aggiornato durante l'intero percorso scolastico.
Il Progetto formativo individuale si basa su un bilancio personale che evidenzia i saperi e le competenze acquisiti da ciascuno studente, anche in modo non formale e informale ed è idoneo a rilevare le potenzialità e le carenze riscontrate, al fine di motivarlo ed orientarlo nella progressiva costruzione del proprio percorso formativo e lavorativo.
Il consiglio di classe individua, al proprio interno, i docenti che assumono la funzione di tutor per sostenere gli studenti nell'attuazione e nello sviluppo del Progetto formativo individuale. L'attività di tutorato è svolta dai docenti designati dal consiglio di classe, fatto salvo lo svolgimento delle attività di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 107/2015, nell'ambito delle risorse disponibili presso l'istituzione scolastica a legislazione vigente.
La fase attuativa prevede che il D.P.R.
15 marzo 2010, n. 87 continui ad applicarsi esclusivamente:
a) per l'anno scolastico 2018/2019, per le classi dalla seconda alla quinta;
b) per l'anno scolastico 2019/2020, per le classi dalla terza alla quinta;
c) per l'anno scolastico 2020/2021, per le classi dalla quatta alla quinta;
d) per l’anno scolastico 2012/2022,per le sole classi quinte.
Le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle finalità di cui sopra, nell'ambito delle competenze ad esse spettanti ai sensi dello statuto speciale e delle relative norme di attuazione e secondo quanto disposto dai rispettivi ordinamenti.
PER LEGGERE LO SCHEMA DI DECRETO:  19-01-17-decreto_379

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/19-01-2017//06:00//NODE0095
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Acquisti on-off con la Carta del docente
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Cosa non funziona e perché con il nuovo Bonus // Cosa si può acquistare dal CE.R.I.P.:
l’elenco aggiornato periodicamente per la formazione dei docenti

A differenza dell’anno scorso in cui il Bonus è stato inserito in busta paga, con un esborso da parte dello Stato di una somma ingente e immediata, quest’anno che la situazione economica s’è fatta più stretta, l’invenzione del ticket ha consentito allo Stato di polverizzare le uscite quanto meno per tre buoni motivi:
1) lo scaglionamento degli acquisti ha evitato il salasso alle casse dello Stato;
2) la farraginosità delle procedure sta spingendo alcuni docenti a ritardare gli acquisti oppure a rinunciare del tutto alla procedura, almeno per ora;
3) il limitato ventaglio di “acquisti”, paradossi compreso, non concorre a rendere pienamente e facilmente fruibile il pacchetto.
Non male come soluzione che doveva concorrere a favorire la formazione del personale docente! Se a tanto si aggiungono i limiti imposti sugli acquisti, allora la situazione diventa davvero pesante e si presta ad amare considerazioni.
Come, purtroppo, hanno scoperto da subito i docenti, gli “acquisti” possono essere effettuati solo presso i rivenditori ed enti di formazione accreditati, quindi con partita Iva e iscrizione alla Camera di Commercio, ecc.  
Il Miur ha chiarito anche che la carta può essere utilizzata:
- per l'acquisto di
libri e testi, anche in formato digitale (anche non attinenti alla materia insegnata), di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale;
- hardware e software;
- pagamento delle quote di iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti però solo da enti accreditati presso il Miur;
- iscrizione a corsi di laurea e master;
- accesso a rappresentazioni teatrali e cinematografiche; ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo (non riconducibili a una sola e specifica professionalità);
- iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del PTOF delle scuole e del Piano nazionale di formazione (art. 1, co. 124, L. 107/2015 (Buona Scuola).

Si possono acquistare anche pc fissi (compreso la componentistica utile per assemblare un computer), portatili, notebook, palmari, e-book reader e tablet; si possono acquistare LIM o libri, riviste o materiale didattico per la biblioteca scolastica, nel quadro delle attività previste nel PTOF. Non si possono acquistare gli smartphone né stampanti (compreso toner e cartucce), ma un docente di informatica può acquistare una stampante 3D per il suo laboratorio e parimenti un insegnante di musica può utilizzare il bonus per l'acquisto di uno strumento musicale, purché lo strumento musicale sia strettamente correlato alle iniziative individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa e del piano nazionale di formazione (ma non ci dovrebbe pensare la scuola?).
Non si possono acquistare, invece, penne Usb, fotocamere, videocamere,
videocamere e videoproiettori.
È possibile utilizzare il bonus per acquistare programmi e applicazioni (disponibili in formato elettronico, disponibili in cloud, scaricabili online o incorporati in supporti quali memorie esterne, CD, DVD, Blue Ray), destinati alla formazione del docente: programmi che permettono di consultare enciclopedie, vocabolari, repertori culturali o di progettare modelli matematici o di realizzare disegni tecnici, di videoscrittura, di editing e di calcolo (strumenti di office automation).
Non si può fare l’abbonamento per la linea ADSL, come non rientrano i costi per il pagamento del canone RAI e la Pay tv.
Infine, andando più nel particolare, è possibile per un insegnante di laboratorio di informatica acquistare una stampante 3D per migliorare il suo insegnamento, in quanto il dispositivo consente di sperimentare modelli didattici innovativi, in linea con le finalità della formazione e dell'aggiornamento professionali.
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CARTA DEL DOCENTE  SPENDI QUI IL TUO BUONO  cartadeldocente.istruzione.it

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Una pagina periodicamente aggiornata sui materiali ad indirizzo pedagogico, metodologico,
didattico e sull’organizzazione della scuola offerti ai docenti di ogni ordine e grado.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/19-01-2017//06:00//NODE0094
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Maturità ad alto rischio
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Opinioni pro e contro lo schema di decreto // L’inserto: La media dei voti –
Le prove scritte – Il sistema dei crediti

Dopo le polemiche già riportate ieri su questa testata (leggi:  http://www.ceripnews.it/notizie.htm#node0088-studenti ) sui decreti attuativi della legge 107/2015, la stampa cartacea e on-line s’è scatenata attaccando la testa bassa la maturità per tanti aspetti. Se da un lato viene ritenuta positiva l’eliminazione del “quizzone”, dall’altro si contestano apertamente i criteri d’ammissione all’esame definendo come il ritorno del “6 politico”, dato che la sufficienza media da italiana a ginnastica e qualche cinque, sarebbe sufficiente per l’accesso alle prove finali.
Attacca a testa bassa lo schema di decreto Elena Centemero, deputata e responsabile Scuola e Università di FI, che invoca il ritorno all’ammissione con tutti 6 in tutte le materie e soprattutto non vede la corrispondenza tra le materia e le competenze che oggi dovrebbe avere  lo studente, sia sul piano linguistico (italiano e inglese) che digitale.
Un discorso alla grande, si direbbe, ma in sostanza fatto solo per parlare ed essere presente sulla stampa, dato che l’esame di Stato legittima il curricolo vigente e non quello futuribile! Strano che negli anni di governo dell’ex Cavaliere non ci abbia pensato nessuno e che le modifiche varate dalla Gelmini, “che hanno rivoltato la scuola come un calzino” per l’ennesima volta, non si siano rivolte anche alla riforma dei curricoli, limitandosi piuttosto a ri-modulare il pregresso con la legge 169 per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e le Linee guida per i vari indirizzi della secondaria.
Dopo tutto, un esempio pseudo-pedagogico-didattico, ma soprattutto accademico, che nei fatti ha lasciato tutto come prima, compreso l’insegnamento quotidiano di tanti docenti!
Nel decreto l’unica novità positiva condivisa da tutti – guarda caso! – sarebbe l’obbligatorietà della partecipazione alle provettine Invalsi che dovrebbero servire a monitorare i livelli di apprendimento dei ragazzi e per essere ammessi bisognerà averle sostenute in corso d’anno. Anche la scomparsa dell’esito delle prove agli esami di licenza media, concorrente al voto finale, viene riconosciuta come un fatto positivo.

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La media dei voti
Non sarà più obbligatorio avere la sufficienza in tutte le materie; sarà sufficiente una media dei 6/10.
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Le prove scritte
Passano da 3 a 2 le prove scritte che dovranno affrontare gli studenti; scompare il tanto deprecato “quizzone”.

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Il sistema dei crediti
Il percorso scolastico assegna 40 crediti e non più 25; ognuna delle due prove scritte e un orale ne daranno 20.


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Usa parole grosse il quotidiano “Il Messaggero” di ieri, che parla di “controriforma che ribalta il provvedimento Gelmini”. Nell’articolo si contesta soprattutto il mancato obbligo della sufficienza in tutte le materie (riforma Gelmini) e qui a fare calcoli probabilistici su quanti 6 e quanti 4 può avere l’alunno per essere ammesso agli esami, anche se questi 4 sono in greco al classico o in inglese allo scientifico! Non c’è differenza, purché i conti tornino in fase di ammissione! Viene contestato anche il “declassamento ponderale” del colloquio orale che passa da 30 a 20 punti, come gli altri 2 scritti, dato che a contare di più varrà il percorso scolastico.
Schierato invece a favore della riforma è l’ex ministro del Miur, Luigi Berlinguer, che ritiene invece un ostacolo la sufficienza in tutte le materie, che definisce “retaggio di un sistema valutativo arcaico e che andrebbe rivisto del tutto”.
Secondo l’ex Ministro “si deve ottenere dallo studente un rendimento equilibrato, tenendo però sempre in considerazione le sue propensioni personali”. Invece di pretendere che gli studenti siano bravi in tutto, con la sufficienza obbligatoria in tutte le materie – afferma Berlinguer – “dovremmo capire che ci sono materie in cui una persona eccelle e altre in cui non si riesce ad andare bene”. Questa vision enciclopedica dell’istruzione non paga, afferma l’ex Ministro, “certamente la scuola deve preparare i ragazzi in tutte le materie, ma dovrebbe anche aiutare ad emergere quelli che hanno inclinazioni specifiche. Le eccellenze, ad esempio, vanno prese in considerazione: uno studente con 8 in matematica, infatti, non può essere bocciato perché ha un 5 in italiano. Si tratta (…) di un paletto che non ha a che vedere con la preparazione reale del singolo ragazzo".
 
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/19-01-2017//06:00//NODE0092
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre
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Le notizie: Il diritto sparito! Torna l’incubo mensa Concorso Ds, presto il regolamento
in Gazzetta Ufficiale  
Iscrizioni alunni, avanti adagio

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Il diritto sparito
Gian Antonio Stella attacca
lo schema del decreto “Inclusione”
“Puff! Sparito tutto. Sul diritto (diritto!) dello scolaro disabile ad avere lo stesso insegnante un anno dopo l’altro, nel decreto attuativo della Buona Scuola non c’è più una riga! Dove è finita la continuità?” Se lo chiede Gian Antonio Stella sul “Corriere della Sera” di ieri (18 gennaio 2017) ricordando che “la legge 107 prevedeva i criteri d’inserimento nei ruoli per il sostegno didattico al fine di garantire la continuità del diritto allo studio degli alunno con disabilità, ma nel decreto arrivato alla Camera c’è scritto solo che la “continuità educativa e didattica per gli alunni e gli studenti con disabilità certificata è garantita dal personale della scuola” e bla, bla … . Forse, scrive Stella, l’unica continuità vera non riguarda i bambini … ma agli insegnanti che potranno trasferirsi senza limiti da Cuneo a Bari o da Udine a Enna! Gian Antonio Stella si chiede se è questo il prezzo che la Ministra deve pagare per far pace coi sindacati della scuola? E gira la domanda alle famiglie dei disabili per sapere se sono d’accordo a pagarlo!

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Torna l’incubo mensa
Nel Milanese 6 alunni (4 bambini e 2 bambine) e 1 adulto intossicati in una scuola non statale
Intossicazione alimentare per 6 bambini e 1 adulto all’International School of Europe di Baranzate (Mi). Dopo diffusi casi di vomito e diarrea, verificatisi dopo il pranzo dell’altro ieri, è stato dato l’allarme con una telefonata al 118 e da qui il ricovero dei minori e dell’adulto in nosocomi diversi. Sono in corso gli esami dell’Ats e gli accertamenti della polizia locale.

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Concorso Ds, presto il Regolamento in G.U.
Solo procedure burocratiche rallentano
il bando atteso da tanto tempo

Il sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo, rispondendo ad un’interrogazione a firma Misto – Al-Possibile relativamente al prossimo concorso per dirigenti scolastici, annunciato da tempo, ha affermato che il regolamento sarà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo la comunicazione alla Presidenza del CdM e il visto della Corte dei conti; ultimata questa procedura si procederà a chiedere al ministro della Funzione pubblica e al Mef  l’autorizzazione a bandire il corso-concorso.
 

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Iscrizioni alunni,
avanti adagio
I genitori alla ricerca della scuola “migliore”
Tra freddo polare, aule gelide e disfunzioni varie del sistema, i genitori continuano a scegliere le scuole “migliori” per procedere all’iscrizione degli alunni per il prossimo anno scolastico. Soprattutto la scuola primaria, ma anche la scuola dell’infanzia, sono sotto osservazione per garantire le migliori condizioni recettive ai piccoli. Per effettuare le iscrizioni di procede obbligatoriamente on-line per le classi prima della scuola primaria e secondaria di I e II grado nelle scuole pubbliche statali, mentre per le scuole paritarie la procedura è facoltativa. Le iscrizioni sono invece cartacee per la scuola dell’infanzia, trattandosi di un “servizio a domanda individuale” e non di scuola dell’obbligo.
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/18-01-2017//13:00//NODE0091//3ª EDIZIONE
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Proroga cessazione dal servizio
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Nuovo termine: 23 gennaio p.v.  

Il Miur ha concesso la  proroga del termine della presentazione delle domande di cessazione dal servizio fino al prossimo lunedì 23 gennaio.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/18-01-2017//08:00//NODE0090//2ª EDIZIONE
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La verità innanzi tutto!
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Gissi (Cisl Scuola): I veri numeri sulla mobilità

Sulla stampa cartacea e on-line di questi giorni si sono snocciolati macro numeri sulla mobilità dei docenti italiani che lasciano trasparire l’immagine di una scuola “allucinante”, dove un docente su tre avrebbe cambiato sede di servizio, grazie anche a regole stabilite nei contratti che tutelerebbero gli interessi del personale a scapito di quelli dei ragazzi.
Non ci sta a questo tiro al bersaglio Lena Gissi, la segretaria generale della Cisl Scuola che in un lungo e articolato comunicato stampa fornisce qualche dettaglio in più, per avere un quadro più attendibile della situazione e, come ci sembra giusto, anche una più corretta attribuzione delle responsabilità per quanto accade.
“In premessa - scrive la Segretaria Generale della Cisl Scuola - riteniamo indispensabile escludere dal computo il numero dei posti coperti da supplenze. Non solo perché è davvero difficile stabilire se e quanta continuità si sia realizzata (e si possa realizzare) su quei posti, la cui modalità di copertura non può fornire a tal fine alcuna garanzia, ma anche perché il conferimento delle supplenze non è mai stato disciplinato da contratti, ma da atti amministrativi di natura unilaterale (regolamento per le supplenze). Scontato dire che se si procedesse, come da anni i sindacati chiedono, a stabilizzare una mole così considerevole di posti (ben oltre 100.000), rendendo di conseguenza stabile anche il troppo lavoro precario cui si ricorre ogni anno per far funzionare la scuola, si creerebbe una condizione decisamente più favorevole per una continuità oggi minata, per quella quota di posti, alla radice. Non certo per scelte e meno che meno colpe del sindacato.
Tolte dal conteggio le supplenze, resta il numero dei docenti che hanno ottenuto un trasferimento nel 2016/17 , pari a 157.901. Numero piuttosto elevato (ancorché molto lontano dagli sbandierati 250.000), ma su cui va fatta un’ulteriore precisazione di non poco conto: di quei 157.000 movimenti, infatti, ben 85.000 rappresentano un’operazione dovuta e inevitabile, ossia l’attribuzione della sede di titolarità ai docenti assunti nel corso dell’anno scolastico precedente, i quali per legge sono tenuti a presentare una domanda che si chiama “di trasferimento”, ma in realtà serve non a cambiare sede, ma a ottenerne una.
Restano quindi in totale poco più di 70.000 i trasferimenti “veri”, quelli cioè di chi si trasferisce da una sede a un’altra perché ha chiesto e ottenuto di farlo. Ma anche questo numero andrebbe depurato: anzitutto dai movimenti cosiddetti “d’ufficio”, dovuti cioè alla necessità di trasferire docenti che hanno perso il posto, e poi anche da quelli di chi – al contrario – riesce a tornare nella scuola da cui era stato allontanato in precedenza perché soprannumerario. In questo secondo caso, consentendo magari di recuperare quella continuità didattica che si era interrotta non certo per volontà del docente. Non disponiamo purtroppo di questo dato, che in un recente passato aveva raggiunto consistenza notevole a causa dei pesanti tagli di organico.
All’interno dei numeri sopra descritti, si collocano quelli riguardanti i movimenti su posti di sostegno, che sono in tutto poco meno di 30.000 (18.427 internamente alle singole province, 11.540 tra province diverse). Se ne ricava che i trasferimenti “a domanda” di docenti titolari su cattedra, posto classe o sezione sono circa 40.000 (ma probabilmente di meno, se si considerano i movimenti “subìti” dai perdenti posto).
Questi i numeri veri dei trasferimenti, cui si possono aggiungere i circa 27.000 insegnanti che hanno ottenuto assegnazione provvisoria (di cui 14.000 su sostegno e 13.000 su cattedra, classe o sezione), ricordando però che si tratta di movimenti legati a specifiche e limitate motivazioni di carattere personale o familiare.
Alla luce di queste precisazioni, i racconti che hanno riempito in questi giorni pagine e pagine di giornali possono forse assumere una luce un po’ diversa. Noi consideriamo comunque un bene che la scuola occupi il centro della scena mediatica e ci dà molto più fastidio quando scende sui suoi problemi e sulle sue esigenze il velo dell'oblio o della disattenzione. Ma l’obiettivo sia sempre, davvero, quello di sollecitare l’impegno di tutti perché la scuola e chi ci lavora siano messa in condizione, almeno, di far fronte all’ordinario quotidiano impegno (non sempre è condizione garantita) e se possibile di poterlo svolgere con più efficacia.
Se invece si finisce per accreditare l’immagine di un corpo docente intento solo alla cura del proprio interesse o addirittura dedito al “turismo” a scapito degli alunni (come indecentemente qualcuno è arrivato a dire), allora non si rende un buon servizio né alla scuola, né a una corretta informazione”.
PER LEGGERE LA NOTA SINDACALE CON I PROSPETTI DELLA MOBILITÀ 2016/2017:  18-01-17-gissi

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/18-01-2017//06:00//NODE0088
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Studenti ed esperti contestano i decreti
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Perplessità sui provvedimenti di “integrazione” e gli esami di Stato

L’Unione degli studenti medi promette battaglia contro i decreti approvati di recente dal Consiglio dei Ministri. Secondo l’Unione, il Governo ha dato priorità ai provvedimenti ignorando le istanze portate avanti dalla piazza e, quindi, pollice versus contro il persistere di una gestione antidemocratica delle scuole.
Ma non sono solo gli studenti che contestano i decreti; dopo i primi consensi “a caldo”, si cominciano a fare distinguo importanti sul provvedimento “Integrazione” e su quello degli Esami di Stato.
Gli addetti ai lavori, per esempio, avanzano serie preoccupazioni sull’abolizione dei Gruppi di lavoro sull’handicap istituiti nelle singole scuole e il rinvio di tutte le competenze ad un Gruppo di inclusione territoriale (Git), costituito da dirigenti tecnici, dirigenti scolastici e docenti) istituito presso ogni ambito territoriale, che deciderà sul bisogno delle ore di sostegno di ogni alunno con disabilità o disturbi dell’apprendimento e le decisioni assunte saranno trasmesse al competente Ufficio Scolastico Regionale. L’obiettivo, almeno sulla carta, sarebbe quello di applicare criteri uniformi sul territorio, fermo restando che compete alla scuola, dove l’alunno è iscritto e frequentante, inviare al Git il Piano di inclusione contenuto nel PTOF insieme alla valutazione diagnostico-funzionale e al Pei che servirà al Git per definire le risorse di cui necessita  lo studente.
Inoltre cambiano anche le condizioni di accertamento delle condizioni di disabilità: la domanda andrà presentata all’Inps e sarà una commissione unica a verificare le condizioni di disagio ed effettuare una valutazione funzionale, definendo anche gli aiuti sanitari e i sussidi sociali ed economici di cui il minore ha bisogno.  
Pari riserve si esprimono sulla nuova maturità e sugli esami di scuola media. Le prove finali più soft dei due cicli di studio non convincono, anche perché la sola ufficialità di un nuovo esame di Stato e di una diversa organizzazione della prova finale (colloquio) sia di scuola media che di maturità ha spaccato in due il popolo degli studenti che sul web fra coloro che gioiscono per l’attenuato impatto delle prove sulla valutazione finale ed altri che invece accusano il sistema di alleggerimenti progressivi  sulle prove senza pensare però ai curricoli. In materia, però, i due fronti contrapposti si mescolano ampiamente con passaggi di fronte repentini e scambievoli.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/18-01-2017//06:00//NODE0087
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La nuova mobilità va avanti, ma non mancano gli attacchi politici
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Ancora molte questioni aperte e di importanza strategica per i docenti

Gli accordi finora raggiunti sulla nuova mobilità che consentirà ai doceti di ruolo di chiedere trasferimento su sede (5 sedi di scuole) anziché su ambito, agita la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, che dopo aver contestato che il Governo solo in extremis ha esercitato le deleghe della cosiddetta Buona Scuola, relativamente al sostegno, ritiene che si debba evitare che per effetto degli interessi dei docenti (trasferimenti), si metta in discussione l’educazione dei bambini. Inoltre, con particolare riguardo ai tagli della legge di Stabilità, l’esponente forzista si preoccupa che siano messi a rischio il tarsporto gratuito degli alunni con cecità e sordità o altre disabilità.
Ma torniamo alla mobilità. L’uso del codice unico dell’istituzione scolastica e non quello dei singoli plessi/succursali, non consentirà più al docente, soprattutto gli I.S. pluricostituiti (alberghiero, tecnico, commerciale, agrario, ecc.) di scegliere un indirizzo piuttosto di un altro. In pratica, è stata estesa la disciplina già in vigore per le scuole dell’infanzia e primaria anche alle scuole secondarie, con una sola complicazione: mentre per la scuola dell’infanzia e primaria il Ds assegnando gli insegnanti a questa o quella sezione/classe “navigava” su un micro territorio omogeneo ed eguali competenze professionali, con la scuola superiore, soprattutto, i movimenti disposti dal Ds potranno riguardare istituzioni scolastiche diverse, distanti fra loro ed anche in comuni diversi.
Su questo aspetto le parti devono trovare precise intese, assegnando parti negoziali alla contrattazione d’istituto, in cui Ds e Rsu dovranno trovare criteri omogenei e condivisi, pena determinare sacche di svantaggio importanti all’interno della stessa categoria, già ampiamente spaccata su: staff di presidenza,  funzioni strumentali e bonus premiale. Ma su questa materia bisognerà vedere quale sarà l’esito della contrattazione nazionale ancora in corso.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/18-01-2017//06:00//NODE0086
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Oggi, Ministra e studenti in visita ad Auschwitz
per il Viaggio della Memoria
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Domani visita al campo di sterminio Birkenau e il Museo di Auschwitz

Oggi e domani, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli e la Presidente dell’Ucei Noemi Di Segni saranno in Polonia con oltre 100 fra studentesse e studenti selezionati fra quelli che si sono distinti in progetti legati al tema della Shoah. Parteciperanno al viaggio anche rappresentanti delle Associazioni dei genitori e delle studentesse e degli studenti.
Le sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute al campo di sterminio, condivideranno la loro testimonianza partecipando al viaggio. Un altro sopravvissuto, Sami Modiano, invierà un videomessaggio alle studentesse e agli studenti.
Ha aderito all’iniziativa anche il Consiglio Superiore della Magistratura che sarà rappresentato dal Vice Presidente Giovanni Legnini e da una delegazione di componenti del Csm. Saranno presenti anche l’Ambasciatore Sandro De Bernardin, capo delegazione IHRA – International Holocaust Remembrance Alliance, e Tomasz Orłowski, Ambasciatore della Repubblica di Polonia in Italia.
Oggi, mercoledì 18 gennaio, il Viaggio inizierà con la visita all’ex ghetto nazista di Cracovia e proseguirà attraverso l’antico quartiere ebraico di Kazimierz. La prima giornata si concluderà con l’incontro istituzionale nella Sinagoga di Tempel, nel corso del quale verrà rinnovato il Protocollo d’Intesa tra Miur e Ucei, per promuovere percorsi didattici sulla Shoah nelle scuole italiane, e si farà un punto sulle attività svolte fino ad oggi.
Domani i ragazzi visiteranno il campo di sterminio Birkenau e il Museo di Auschwitz. A guidarli nella due giorni di visite sarà il professor Marcello Pezzetti, storico specializzato nello studio della Shoah. Al termine della seconda mattinata di viaggio verrà siglato l’Accordo Miur-Ucei-Csm.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/17-01-2017//06:00//NODE0082
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A scuola scoppia il "caso" Saviano
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Il vice-presidente del Senato, Maurizio Gasparri, annuncia un’interrogazione parlamentare
alla Ministra e parla di “vergogna”; caso deprecabile, certamente, ma in giro accade di peggio
e spesso, però Gasparri non ha mai detto nulla!

A quanto pare il Ds del Liceo classico “G.B. Morgagni” di Forlì avrebbe posto come condizione alla partecipazione all’incontro degli studenti con lo scrittore Roberto Saviano, l’acquisto del suo romanzo “La paranza dei bambini”. E tutto sarebbe scritto in un circolare a sua firma, dove si precisa che l’adesione all’iniziativa deve riguardare l’intera classe con l’acquisto da parte degli studenti del romanzo al costo di 16 euro. L’invito precisava anche che entro il 18 gennaio le classi dovranno comunicare se aderiranno o no.
Stante il fatto che Saviano ha precisato di essere estraneo all’iniziativa, dando per scontato la buona fede del Ds, forse prima di suonare le trombe, come ha fatto il vice-presidente del Senato Maurizio Gasparri che su Twitter parla di “vergogna” ed ha annunciato un’interrogazione alla Ministra (Se fosse un altro autore, Gasparri avrebbe fatto lo stesso? Boh!), sarebbe opportuno considerare la vicenda della forzosa sponsorizzazione solo come irrituale iniziativa del preside.
Certamente sarebbe stato peggio se nella sala dell’incontro, su bel tavolo vicino all’ingresso, avessero fatto bella mostra i libri di Saviano, compresa “La paranza dei bambini”, come accede spesso di vedere in giro in tanti convegni, dibattiti e tavolo rotonde. Di questi casi altrettanto vergognosi, però Gasparri non ne ha mai parlato. Forse perché impegnato nelle tante comparsate televisive. (n.b.)

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/17-01-2017//06:00//NODE0081
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Al via le iscrizioni on-line
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La procedura di compilazione con Spid e senza

Fino al 6 febbraio si avrà tempo per effettuare le iscrizioni on-line per gli alunni che dovranno frequentare le classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di I e II grado. Si può accedere alla fase di registrazione sul portale www.iscrizioni.istruzione.it . Chi ha un’identità Spid (Sistema pubblico d’identità digitale) può accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità; per coloro che ne sono sforniti, prima di inoltrare la domanda occorre registrarsi.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/16-01-2017//06:00//NODE0079
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Mobilità, la trattativa riprende oggi pomeriggio

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Riprendono gli incontri Miur-OO.SS. // I successi e gli insuccessi sulla trattativa

Le OO.SS. Scuola e i rappresentanti del Miur torneranno a riunirsi oggi pomeriggio per riprendere la trattativa sulla mobilità per l’anno scolastico 2017/2018.
Nelle riunioni di giovedì 12 e venerdì 13 gennaio, gli incontri sono stati dedicati a perfezionare la formulazione dei primi articoli del CCNI adeguandoli all’Intesa del 29 novembre 2016 rispetto alla gestione delle preferenze (scuola e/o ambito)  e dei due movimenti richiedibili (in provincia / fuori provincia ) esprimibili in una unica domanda di trasferimento. Per quanto riguarda l'organico della autonomia che comporta, anche per la scuola secondaria, si conferma la scelta dell’amministrazione di utilizzare un solo codice per richiedere i posti di una scuola contenente sedi ubicate in comuni diversi ovvero costituita da più percorsi e indirizzi.
Di conseguenza le OO.SS. hanno chiesto che il CCNI  preveda espressamente che a livello di istituzione scolastica siano definiti in sede di relazioni sindacali i criteri per la assegnazione alle diverse sedi e che siano mantenuti distinti almeno i codici delle sedi che, pur appartenendo alla medesima istituzione scolastica, siano ubicati in ambiti diversi.
Come si può capire, la scelta è pesante perché rinvia alla contrattazione Ds-Rsu strategie forse disfunzionali alla vita del personale, in nome di una pseudo-autonomia delle istituzioni scolastiche!
Sono confermati, invece, i codici distinti per i CTP, i corsi serali e le scuole ospedaliere e le carcerarie. Tali sedi saranno richiedibili puntualmente per le preferenze di scuola, mentre per le preferenze di ambito si dovrà dichiarare la specifica disponibilità per tali posti.
Un intero articolo, provvisoriamente definito in bozza come art. 13, riguarderà le precedenze ex lege 104/92 che presenta le  seguenti novità: la precedenza per l’assistenza ai familiari che beneficiano della legge 104/92  passa dal punto V al punto  IV , prima del rientro nel  comune del perdente posto nell'ottennio, mentre per la precedenza nel rientro nel comune, il sistema la attribuirà per tutte per le scuole e non solo per le 5 preferenze di scuola esprimibili. Infine si precisa che l’applicazione della legge 76 del 20 maggio 2016 il diritto di assistenza al coniuge per effetto si estende anche alle persone unite civilmente.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/16-01-2017//06:00//NODE0078
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La Buona Scuola, le deleghe varate dal CdM

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Il comunicato del Miur – Le schede di sintesi – La dichiarazione della Ministra: “Sono la parte
più innovativa della legge. Ora parte la fase di ascolto dei soggetti coinvolti. I testi finali saranno frutto della massima condivisione possibile”

Primo via libera oggi in Consiglio dei Ministri a otto decreti legislativi di attuazione della legge Buona Scuola.
I decreti riguardano:
* il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;
* la promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità;
* la revisione dei percorsi dell'istruzione professionale;
* l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;
* il diritto allo studio;
* la promozione e la diffusione della cultura umanistica;
* il riordino della normativa in materia di scuole italiane all'estero;
* l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.
Per la revisione del Testo Unico sulla scuola sarà previsto un disegno di legge delega specifico e successivo. I provvedimenti vanno ora alle Commissioni parlamentari competenti e in Conferenza Unificata per l’apposito parere.
La dichiarazione della ministra Valeria Fedeli: “I decreti attuativi delle deleghe rappresentano la parte più innovativa e qualificante della legge 107. Rivelano e concretizzano la vera portata di riforma della Buona Scuola: mettono le studentesse e gli studenti al centro di un progetto che punta a fornire loro un’istruzione e una formazione adeguate a standard e obiettivi internazionali. Si lavora sul sapere e sul saper fare, per dare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi gli strumenti utili per realizzare il loro progetto di vita e contribuire alla crescita e alla competitività del Paese. Abbiamo scelto di salvaguardare le deleghe, la loro attuazione e il lavoro fatto finora avviandone l’iter di approvazione prima della loro scadenza prevista il 15 gennaio. Oggi comincia un percorso, è un punto di partenza. Aver dato il primo via libera in Consiglio dei Ministri non significa pensare che i testi siano chiusi: lavoreremo nelle Commissioni parlamentari - assicurando una forte partecipazione e presenza del Ministero e del Governo - per ascoltare in audizione tutti i soggetti coinvolti. Dirigenti scolastici, insegnanti, personale della scuola, sindacati, studenti, famiglie, associazioni, stakeholder in modo che i testi finali saranno frutto della massima condivisione possibile”.
PER LEGGERE LE SCHEDE: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs140117

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node0077-dalla-scuola
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/16-01-2017//06:00//NODE0077
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre
 

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Le notizie: L’Indire monitorerà le competizioni degli alunni // Cabina di regia per Its e lauree professionalizzanti //  L’ora di Irc scelta dall’88% degli studenti

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L’Indire monitorerà
le competizioni degli alunni
Delega Miur all’Istituto per premiare gli studenti eccellenti
Sarà l’Indire a monitorare le competizioni per premiare gli alunni eccellenti: lo prevede una nota del Miur in cui si precisa  che l’Istituto provvederà anche ad assegnare le risorse finanziarie alle istituzioni scolastiche di II grado elencate dal Miur, al fine di corrispondere gli incentivi previsti in favore degli studenti diplomatisi con 100 e lode nell’anno scolastico 2015/2016 che sono stati comunicati successiva-mente alla determina dello scorso 20 settembre. Altro compito dell’Indire sarà quello di curare l’aggiornamento dell’Albo nazionale delle eccellenze, prevedendo adeguate forme di visibilità per tipologie di eccellenze e per anno scolastico.

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Cabina di regia
per Its e lauree professionalizzanti

Annuncio della ministra Fedeli: “L’obiettivo è quello di garantire alle studentesse e agli studenti la migliore offerta formativa possibile”
Sarà istituita presso il Miur una cabina di regia su Its (Istituti tecnici superiori) e lauree professionalizzanti previste dal decreto n° 987 dello scorso dicembre, che si occuperà del coordinamento dell’offerta formativa. Lo ha annunciato la ministra Valeria Fedeli. L’obiettivo è quello di garantire alle studentesse e agli studenti la migliore offerta formativa possibile. Sarà anche attivata una piattaforma informatica attraverso la quale sarà raccolta la documentazione ufficiale e saranno incrociate tutte le informazioni relative all’offerta formativa.

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L’ora di Irc scelta dall’88% degli studenti
La IV Indagine nazionale condotta dalla Elledici sarà presentata domani a Roma
Nelle scuole italiane l’88% degli studenti sceglie di frequentare l’ora di religione, esprimendo «elevate percentuali di gradimento» per le lezioni. Appaiono «incoraggianti» anche i risultati in merito all’effettivo «sapere religioso» veicolato attraverso l’insegnamento della Religione cattolica.
Sono queste le risultanze più importanti della IV Indagine nazionale l’insegnamento della Religione cattolica, che ha coinvolto 3.000 insegnanti di religione e oltre 20.000 studenti, pubblicata dalla Elledici, la grande libreria cattolica online, che sarà presentata domani, alle 16:00, a Roma, presso la Sala della Conciliazione del Palazzo del Vicariato, in Piazza di San Giovanni in Laterano, 6/a.

 
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/16-01-2017//06:00//NODE0076
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Ausili per gli alunni in difficoltà
 

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Tablet, Lim e tastiere semplificate possono aiutarli nell’apprendimento e nella socializzazione

Tablet, Lim e tastiere semplificate possono aiutare gli alunni “fragili” nell’apprendimento e favorirne la socializzazione. Si tratta di un “tutor” sperimentato da anni in alcune scuole con notevoli successi, anche perché attraverso essi insegnanti e genitori concorrono a far acquisire un’adeguata autonomia agli alunni.

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node0076-varate-deleghe-scuola
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/14-01-2017//16:00//NODE0076//2ª EDIZIONE
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Il CdM vara 8 deleghe su 9 sulla scuola

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Adesso la parola passa alla Conferenza Unificata e alle Commissioni parlamentari

Primo via libera, oggi in Consiglio dei Ministri, ad otto delle nove deleghe della legge Buona Scuola.
Le deleghe riguardano:
* inclusione scolastica – integrazione alunni disabili;
* promozione e diffusione della cultura umanistica;
* diritto allo studio, per garantire la sua effettiva attuazione in tutta Italia;
* formazione iniziale e accesso all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado;
* istruzione professionale con revisione dei curricoli negli istituti professionali;
* riordino delle norme delle scuole italiane all'estero;
* sistema integrato di istruzione dalla nascita fino a sei anni;
* nuove regole sulla valutazione degli studenti, certificazione delle competenze ed Esami di Stato

I provvedimenti vanno ora in Conferenza Unificata per l'apposito parere e alle competenti Commissioni parlamentari.
Resta al palo, ma era scontato, il nuovo Testo Unico delle norme sulla scuola.

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CERIPNEWS//CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/14-01-2017//06:00//NODE0075
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Le sorti della scuola oggi al CdM

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Previsto il varo di appena 3-4 deleghe su 9

Oggi il Consiglio dei Ministri potrebbe varare, salvo sorprese – tre deleghe, ma forse quattro, su:
* Inclusione scolastica – Integrazione alunni disabili;
* Istruzione professionale – Revisione degli Istituti professionali;
* Istruzione all’estero – Riordino delle norme delle scuole italiane all’estero;
   e forse anche:
* Sistema integrato 0-6 anni – Riforma delle scuole dell’infanzia.
Per le restanti deleghe “pesanti”:
* Sistema nazionale di istruzione - T.U. delle norme sulla scuola;
* Accesso alla professione – Nuovo sistema di formazione del personale docente;
* Diritto allo studio – Per garantire la sua effettiva attuazione in tutta Italia;
* Cultura umanistica – Promozione e diffusione;
* Riforma esami di Stato – Nuove regole sulla valutazione degli studenti;
sembra pronta una proroga di 2 mesi da inserire in un apposito Ddl da varare subito.
Ma anche con i 60 giorni di proroga, per la Fedeli ed il suo staff è una vera e propria “corsa contro il tempo” che si poteva evitare benissimo visto che i 18 mesi (ben 1 anno e ½ ) dall’entrata in vigore della Buona Scuola sono passati pressoché invano!
Scontato che gli occhi di tutti sono puntali sull’Accesso alla professione – Nuovo sistema di formazione dei prof e sulla Riforma degli esami di Stato – Nuove regole  sulla valutazione degli studenti. Ma molto atteso è anche il provvedimento sul Diritto allo studio e per gli addetti ai lavori, il Testo Unico che ha il compito di semplificare e ri-compattare tutte le norme sparse in centinaia di provvedimenti, in materia di istruzione e formazione.
Ma gli occhi sono puntati anche sul riordino  degli istituti professionali che dovrebbe rafforzare le materie di indirizzo ed anche la didattica laboratoriale.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/14-01-2017//06:00//NODE0074
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Concorsone: vincitori all’assalto

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Si chiede la proroga delle GM per permettere l’assunzione di tutti gli aventi diritto

I vincitori del Concorsone non condividono l’idea di una proroga delle GM per permettere l’assunzione di tutti i vincitori e chiedono piuttosto l’innalzamento dell’aliquota stabilita nell’Intesa del 30 dicembre 2016. Secondo quanto affermato dal Coordinamento Vincitori Concorso 2016, il Miur deve trovare immediatamente una soluzione per assumere tutti i vincitori entro i due anni che rimangono.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/14-01-2017//06:00//NODE0073
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Pin unico per l’accesso ai servizi P.a.

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Utile anche per l’iscrizione degli alunni alle prime classi della scuola primaria
e secondaria di I e II grado per l’a.s. 2017/2018

Vola il Pin unico per accedere, con una sola pw ai servizi on-line della Pubblica amministrazione, che a ieri ha superato quota 1 milione. Inoltre da lunedì prossimo con le credenziali Spid sarà possibile accedere al servizio on-line del Miur per l’iscrizione dei propri figli alle prime classi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado per l’anno scolastico 2017-2018. Chi avrà lo Spid non dovrà registrarsi preventivamente per procedere poi all’iscrizione diretta compilando la domanda on-line.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/14-01-2017//06:00//NODE0071
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Troppi trasferimenti? Colpa di scelte politiche sbagliate!

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Nota congiunta di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal

In relazione a quanto pubblicato in questi giorni sulla mobilità degli insegnanti riportiamo una nota congiunta delle OO.SS. Scuola che fa alcune precisazioni, con l’augurio che, a partire da una maggior consapevolezza dei limiti sempre più evidenti di una Buona Scuola che così buona non si sta rivelando, si possa finalmente iniziare una proficua discussione nel merito, per trovare possibili correttivi ai problemi rimuovendone le vere cause. 
Scrivono le OO.SS. Scuola: “L’accusa di anteporre la tutela del personale agli interessi dei ragazzi e delle famiglie non ha, per quanto ci riguarda, alcun fondamento. Quasi sempre inascoltati, stiamo evidenziando da anni i problemi strutturali di cui soffre la scuola italiana, avendo come obiettivo quello di migliorare la qualità dell’offerta formativa rivendicando le condizioni, in primis la stabilità del personale scolastico su adeguate dotazioni di organico, che sono fra l’altro il presupposto indispensabile perché la continuità didattica possa concretamente realizzarsi. Ed è proprio nelle regole definite contrattualmente che alla continuità abbiamo sempre voluto riconoscere il giusto peso e valore. A comprometterla, mettendone in discussione le premesse, sono stati, al contrario, anni e anni di scelte politiche sbagliate, che hanno privato la nostra scuola di risorse economiche e umane facendo sì che il nostro sistema rimanesse agli ultimi posti in ambito OCSE quanto a destinazione di investimenti.
Salatissimo il conto pagato dalla scuola e dai suoi lavoratori; tanto per fare un esempio, non hanno certo favorito la qualità del servizio, né la continuità didattica, i 120.000 posti di lavoro tagliati in tre anni, con conseguenti e consistenti processi di mobilità d’ufficio. 
Quando poi questa tendenza recessiva sembrava invertirsi, le decisioni politiche sono state ancora una volta pesantemente sbagliate, come dimostra fra l’altro proprio l’impostazione del piano di assunzioni; quest’ultima, insieme alla irrisolta questione del lavoro precario, la cui diffusione non è stata scalfita dalla Buona Scuola, è la vera causa dei processi di mobilità cui si è dato così ampio risalto sulla stampa. 
Per favorire la continuità didattica occorre dare alla scuola i posti necessari al suo funzionamento e coprirli con lavoro stabile, garantendo una cadenza regolare al reclutamento del personale. Non va dimenticato, anche considerando i dati della mobilità in discussione, che questa avviene solo se ci sono posti da coprire. Se si registra un così alto numero di movimenti da nord a sud, la domanda da porsi è perché mai sia stato necessario forzare, nel piano di assunzioni, una migrazione di docenti in aree territoriali diverse e lontane, ponendo così le premesse per una naturale e comprensibile spinta a rientrare nelle regioni di residenza. Per le quali, sia detto per inciso, dovrebbero valere le stesse preoccupazioni di garantire qualità del sevizio e continuità didattica; invece, fra le gravissime lacune della politica scolastica vi è da molto tempo e a diversi livelli anche l’incapacità di garantire il necessario incremento di tempo scuola in aree di forte deprivazione sociale. 
Non esiste quindi alcun “eccesso di tutela sindacale”, esiste certamente una preoccupante assenza di lucidità e lungimiranza nelle scelte di politica scolastica, fatte con una pretesa di autosufficienza i cui limiti e conseguenti guasti si evidenziano considerando che proprio dal mancato rispetto delle regole sulla mobilità stabilite contrattualmente è nato il caos dei trasferimenti della scorsa estate, alimentando un diffuso contenzioso e allungando i tempi delle operazioni, il cui impatto sarebbe stato ben diverso se si fossero concluse nei tempi previsti, cioè prima dell’inizio delle lezioni. E del resto non è inutile ricordare che in un recente passato la regolarità dei concorsi su base provinciale e regionale – subentrata ai concorsi nazionali – garantiva la copertura tempestiva dei posti liberi senza imporre spostamenti in tutto il territorio nazionale. 
Non è infine accettabile che si addossi ogni sorta di responsabilità a insegnanti che solo dopo lunghissimi anni di precariato hanno visto stabilizzare il proprio lavoro, e il cui disagio personale e familiare merita almeno rispetto. Nessuna copertura a eventuali singoli comportamenti anomali che, qualora accertati, andrebbero doverosamente sanzionati. Ma si evitino, per favore, inaccettabili generalizzazioni che offendono la dignità delle persone e il valore del lavoro che svolgono, in condizioni tutt’altro che privilegiate”.
Roma, 11 gennaio 2017
FLC CGIL Francesco Sinopoli 
CISL SCUOLA Maddalena Gissi 
UIL SCUOLA Giuseppe Turi 
SNALS CONFSAL Marco Paolo Nigi

PER LEGGERE LA NOTA:  13-01-17-nota-mobilità

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/13-01-2017//06:00//NODE0067
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Personale docente, integrazione graduatorie di istituto

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La disciplina sulle operazioni di inserimento/integrazione –
Istanze dal 16 febbraio fino alle ore 14:00 dell'8 marzo 2017

Con Nota 11-01-2017, n° 1229, il Miur ha trasmesso il D.M. 11-01-2017, prot. n° 3, relativo all’integrazione delle graduatorie di II fascia del personale docente.
Il provvedimento ministeriale disciplina le seguenti operazioni di inserimento/integrazione:
a) l'inserimento in II fascia delle graduatorie di istituto dei docenti che conseguono il titolo di abilitazione oltre il previsto termine di aggiornamento triennale delle graduatorie e comunque entro il 1° febbraio 2017 e l’inserimento negli elenchi aggiuntivi di sostegno dei docenti che conseguono il titolo di specializzazione per il sostegno agli alunni con disabilità oltre il previsto termine di aggiornamento triennale delle graduatorie ed entro il 1° febbraio 2017, i quali verranno collocati in coda agli elenchi di sostegno della fascia ovvero dell'elenco aggiuntivo di appartenenza.
L'istanza dovrà essere presentata, esclusivamente in modalità telematica (compilando il modello A5), che sarà disponibile sul portale Polis dal 16 febbraio fino alle ore 14:00 dell'8 marzo 2017.
b) il consueto riconoscimento della precedenza nell'attribuzione delle supplenze in III fascia di istituto, per i docenti che vi siano inseriti e che conseguono il titolo di abilitazione nelle more dell'inserimento nelle finestre semestrali di pertinenza. A tal fine è disponibile sul portale Polis, per tutto il triennio di validità delle graduatorie, l'apposito modello A4.
L'istanza dovrà essere rivolta alla istituzione scolastica capofila prescelta all'atto di inclusione in III fascia.
c) i docenti già collocati per altri insegnamenti nelle graduatorie di I, II e III fascia delle graduatorie di istituto o negli elenchi aggiuntivi alla II fascia, possono sostituire, nella stessa provincia di iscrizione, una o più istituzioni scolastiche già espresse all'atto della domanda di inserimento esclusivamente per i nuovi insegnamenti. L'istanza dovrà essere presentata, esclusivamente in modalità telematica, compilando il modello B, che sarà disponibile sul portale Polis dal 16 febbraio e fino alle ore 14:00 dell'8 marzo 2017.

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CERIPNEWS//CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/13-01-2017//06:00//NODE0064
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Obbligo formativo, i fondi per gli istituti statali

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Attuazione del D.I. del 12-12-2016 per gli anni 2017 e 2018; premialità per le Regioni che conseguono risultati migliori

Con il D.I. del 12-12-2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 07-01-2017, di concerto Miur-Lavoro sono stati definiti i nuovi criteri di riparto alle Regioni dei 189 milioni di euro per i finanziamenti dei loro corsi di Istruzione formazione professionale (IeFP) relativo all’assolvimento del diritto-dovere di istruzione e formazione per i giovani dai 15 ai 18 anni.
Come quello del 2015, il riparto del 2016 verrà effettuato sulla base dell’80% del numero totale degli iscritti nei percorsi di istruzione e formazione professionale e del 20% del numero dei qualificati e diplomati.
A differenza del 2015 la quota del 20% verrà differenziata in 2 parti: il 14% sarà erogata in ragione del numero degli qualificati e diplomati nei Centri di formazione professionale (Cfp) e il 6% sul numero di quelli qualificati e diplomati negli istituti professionali statali.
Il D.I. prevede per il 2017 e il 2018 il seguente riparto:
* Anno 2017: 75% sulla base del numero totale degli alunni iscritti ai percorsi di IeFP realizzati dalle istituzioni formative accreditate, 19% sulla base del numero complessivo di studenti qualificati e diplomati in esito ai percorsi di IeFP realizzati dalle istituzioni formative accreditate e il 6% sulla base del numero complessivo di studenti qualificati e diplomati al termine di percorsi di IeFP realizzati negli istituti statali.
* Anno 2018: 75% sulla base dei numero di iscritti nelle istituzioni accreditate e il 25% sulla base del numero di allievi che consegue il titolo nell’ambito dei percorsi realizzati da queste stesse istituzioni.
Il D.I. prevede, già da quest’anno, una serie di indicatori volti a premiare le Regioni che conseguono i migliori risultati, tra cui anche l’attivazione di contratti di apprendistato e la realizzazione di percorsi di alternanza.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/13-01-2017//06:00//NODE0063
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Corso di Archeologia Greca

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Inizia domani, 14 gennaio, a Termini Imerese

Inizia domani, 14 gennaio 2017 alle ore 16:30, il Corso di Archeologia Greca promosso da SiciliAntica, in collaborazione con il Dipartimento Culture e Società dell’Università degli Studi di Palermo, il Museo Salinas di Palermo e il Parco Archeologico di Himera.
Per informazioni: SiciliAntica, Via Ospedale Civico, 32 – Termini Imerese -  Telefoni: 091-8112571 – 346-8341076 - E-Mail:
terminiimerese@siciliantica.it .

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/12-01-2017//08:00//NODE0060//2ª EDIZIONE
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Passi avanti sulla mobilità

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Fase unica e criteri sull’organico dell’autonomia

Prosegue al Miur l'esame del testo per la definizione del CCNI sulla mobilità compreso un approfondimento sulle modalità di funzionamento dello strumento informatico per gestire le domande di trasferimento (domanda unica per richiedere sia preferenze nell'ambito della provincia di titolarità sia preferenze per diverse province).
Attraverso varie fonti sindacali si apprende che la fase unica implica che i movimenti all'interno della provincia devono precedere quelli  per fuori provincia; sarà l'ordine di espressione delle preferenze a determinare l'esito finale del movimento. 
Questo meccanismo, già utilizzato per le domande di mobilità territoriale della secondaria di secondo grado, sarà adottato per tutti gli ordini di scuola. Nel corso dei lavori si è affrontata la questione relativa alle novità che riguardano la costituzione dell'organico dell'autonomia nelle  istituzioni scolastiche della secondaria che fino ad oggi hanno avuto organici separati per indirizzo e per sede staccata se ubicata su comune diverso; adesso gli organici saranno unici e gli spezzoni saranno prioritariamente aggregati per la costituzione di cattedre interne anche tra diversi indirizzi e sedi.
L’amministrazione, inoltre, ritiene che la costituzione di cattedre orario esterne tra diverse autonomie, l'amministrazione vanno costituite unicamente tra scuole del medesimo ambito.
 

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/12-01-2017//06:00//NODE0058
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Nota Miur sul maltempo

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I giorni persi non dovranno essere recuperati!

Per quanto riguarda la “perdita” dei giorni di scuola per il maltempo, il Ministero per l’istruzione, l’Università e la Ricerca fa sapere che le lezioni non saranno recuperate con l’allungamento dell’anno scolastico o con rientri pomeridiani o di sabato (se la settimana è articolata su 5 giorni), come qualcuno ha pensato in queste settimane di freddo intenso, a causa del quale tanti istituti sono rimasti chiusi.
La norma vigente prevede che si facciano almeno 200 giorni di lezioni, pertanto la comunicazione del Miur è una vera e proroga deroga a causa di eventi “non previsti e non prevedibili” al momento della redazione del piano annuale delle attività.
Il Miur, con la nota odierna, legittima quanto affermato da sempre dall’Ufficio di consulenza del Cerip che, per situazioni eccezionali (terremoto, temporale, sciopero dei servizi pubblici, elezioni non previste, ecc,) ha sempre suggerito di applicare il lodo Barreca, il compianto Provveditore di Palermo che, in tal senso si era espresso negli anni passati.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/12-01-2017//06:00//NODE0057
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: A scuola di spread - In Italia, pochi iscritti nei licei economici // Cabina di regia per Its e Corsi post-diploma - Toccafondi: Il tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 40% esige che anche l’università allarghi la sua offerta professionalizzante // Esami di Stato: Fisica allo scientifico? - A sorpresa  (ma non troppo!)  si potrebbe cambiare la seconda prova scritta

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A scuola di spread
In Italia, pochi iscritti nei licei economici
I giovani non amano il liceo economico che è frequentata soltanto del 2% degli studenti del superiore. Eppure potrebbe essere più utile del previsto studiare in economia spread, Pil e Bce, assieme alle materie tradizionali: due lingue straniere, diritto, statistica, scienze, matematica, fisica e biologia. In Italia i licei economico sono solo 400, mentre in Francia – per fare un esempio – il liceo economico è la seconda scelta degli studenti di quel Paese.

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Cabina di regia
per Its e Corsi post-diploma
Toccafondi: Il tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 40% esige che anche l’università allarghi la sua offerta professionalizzante
Palazzo Chigi potrebbe tornare a promuovere una “cabina di regia” aperta alle imprese, regioni, ai ministeri interessati (Miur e Lavoro) per consentire un decollo ordinato dei percorsi didattici “pratici” post-diploma, senza sovrapposizione tra Its e Università, con l’obiettivo di puntare all’occupabilità degli studenti. Dopo tutto, con un tasso di disoccupazione giovanile che è tornato a sfiora il 40% - osserva il sottosegretario Gabriele Toccafondi – è opportuno che anche l’università allarghi la sua offerta professionalizzante, ma non a discapito degli Its, un segmento che, in questi anni, ha dimostrato di funzionare con un tasso di occupazione dei neo-diplomati superiori all’80 per cento.
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Esami di Stato: Fisica allo scientifico?
A sorpresa  (ma non troppo!)  si potrebbe cambiare la seconda prova scritta
Tra un paio di settimane il Miur comunicherà le discipline oggetto della seconda prova scritta degli esami di Stato che quest’anno potrebbe portare, a sorpresa, la Fisica come seconda prova scritta allo scientifico, facendo la staffetta con Matematica. Una scelta in controtendenza rispetto alla rituale alternanza Latino e Greco al classico, lingua straniera al linguistico e scienze umane nei licei pedagogici.


 
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/11-01-2017//15:00//NODE0055//3ª EDIZIONE
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No referendum sull'art. 18

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Ok ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito sull’articolo 18, proposto dalla Cgil che puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. 
Viceversa ha dato il “via libera”
ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore.
Anche in questa tornata referendaria ci sarà una sospensione delle attività didattiche non prevista dal piano annuale delle attività.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/11-01-2017//09:00//NODE0052//2ª EDIZIONE
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Nuovo incontro sulla mobilità

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Previste riunioni quotidiane fino al 19 gennaio


Riprenderà fra poco il confronto al Miur per definire il  testo del CCNI sulla mobilità 2017/2018 che le parti intendono chiudere entro la prossima settimana. Finora i calendari quotidiani degli incontri (dalle 09:00 alle 19:00) sono previsti fino a giovedì 19 gennaio compreso.

In dettaglio le nuove regole previste per la mobilità sono:
- tutti i docenti a tempo indeterminato sono destinatari di mobilità;
- la mobilità avrà una fase unica per ogni grado di scuola e il movimento nella provincia avviene prima del movimento da fuori provincia;

- le preferenze esprimibili sono 15 in totale, di cui fino a 5 scuole;

- i docenti, indipendentemente se titolari di scuola ovvero di ambito, se soddisfatti su una delle 5 scuole ottengono la titolarità di scuola; se soddisfatti su una preferenza di ambito, anche attraverso l'espressione del codice sintetico della provincia, ottengono la titolarità di ambito;

- è prevista un’unica domanda di mobilità territoriale per preferenze sia nella provincia che fuori provincia (anche più province ), come per la scuola secondaria di II grado; le preferenze per fuori provincia – anche se trattate separatamente - prevalgono, se soddisfatte, sulle preferenze in provincia;

- è stato confermato il testo messo a punto lo scorso anno sui licei musicali, ma mai attuato per mancanza di posti in organico di diritto.
Nel corso dell'incontro di ieri è emersa l'intenzione del Miur di attuare nell’anno 2017/2018 l'organico della autonomia sugli I.I.S  (organico unico anche su indirizzi diversi) e l'applicazione delle nuove classi di concorso.
 
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/11-01-2017//06:00//NODE0049
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Il contratto sulla mobilità

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Probabile firma dell’accordo entro la prossima settimana  //
La ricettina di Zaia – Ancora errori sulla mobilità

Con la prossima mobilità i docenti potranno chiedere trasferimento o il passaggio di cattedra esprimendo nella domanda fino a 15 preferenze, tra queste 5 scuole e se soddisfatti su queste ultime manterranno il diritto alla titolarità. Non si potrà esprimere una singola sede ma l'intero codice meccanografico dell'istituto (comprensivo o superiore); ovviamente senza contare corsi serali e organici costituiti presso i CPIA, sezioni carcerarie e ospedaliere. La partecipazione alla mobilità non comporterà automaticamente la perdita della titolarità della sede ed i movimenti avverranno per ambiti territoriali. In caso di mancano soddisfacimento, il docente sarà assegnato su titolarità di ambito territoriale secondo la catena di prossimità tra gli ambiti della stessa provincia; in caso di assegnazione d’ufficio il docente sarà assegnato all’ambito corrispondente alla sede di servizio se ubicata nella regione di titolarità, diversamente quello corrispondente all’ultima sede di titolarità o il primo ambito della provincia di immissione in ruolo. Si è concordato anche un tavolo tecnico per discutere sulla "chiamata per competenze" o "chiamata diretta", in cui saranno declinati i criteri di assegnazione dei docenti all'organico dell'autonomia, come anche in caso di plessi dislocati in comuni diversi. Le trattative continueranno no stop fino alla chiusura di tutti i tavoli prevista per la prossima settimana.
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Mobilità in discussione
Le notizie: La ricettina di Zaia // Ancora errori sulla mobilità
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La ricettina di Zaia
Contro il caos-scuola – Autonomia = regionalizza- zione, così si afferma la Buona Scuola!
Secondo il governatore veneto Luca Zaia, bisogna dire basta al valzer dei professori e delle cattedre scoperte ed evitare che i ragazzi, le famiglie ed anche gli stessi insegnanti (bontà sua, ndr) paghino caos ed improvvisazione. Come? La ricettina del governatore Luca  Zaia è semplice: “la Buona Scuola deve consentire di scegliere sul territorio il meglio per chi là insegna e studia”, in nome di un principio di autonomia che fa tanto rima  con regionalizza-
zione!

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Ancora errori sulla mobilità
Altro trasferimento bocciato dal Tribunale,
ora il Miur deve riparare!

Il Tribunale di Foggia (Sentenza n° 893372016) ha disposto che se per colpa dell’operato del Miur una docente, pur se con punteggio elevato, è stato assegnata ad una sede lontana a differenza di altri che, con punteggio inferiore, sono rimasti su sedi vicine, ha diritto ad essere ri-trasferita subito ad una sede di lavoro più vicina rispetto a quella assegnata in forza dell’algorit- mo sballato che lo aveva penalizzato. Nel caso di specie, la docente ricorrente era stata assegnata, in fase di mobilità, in provincia di Lecce. Adesso il Giudice, oltre a rilevare l’anomalia della mobilità a seguito dell’operato illegittimo dell’amministra- zione scolastica, ha anche riconosciuto il periculum in mora, stante il fatto che il trasferimento presso una sede lavorativa distante circa 250 chilometri dalla propria residenza indice negativamente sulla vita personale e di relazione tale da determinare conseguenze lesive delle prerogative e dei diritti costituzionalmente tutelati e sussistenti. Il tutto si poteva evitare con un procedimento amministrativo (idonea valutazione in fase di mobilità, ndr) teso ad assicurare la giusta (e non il caos, ndr) assegnazione della sede.


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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/11-01-2017//06:00//NODE0048
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Concorsone: arrivano le prove suppletive

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Tutte le procedure vanno concluse entro giugno 2017

Con Nota n° 835 del 9 gennaio u.s., indirizzata ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali, il Miur ha sbloccato l’avvio dello svolgimento delle prove suppletive del concorso docenti di cui al D.D.G. del 23-02-2016, nn. 105-106-107 per le seguenti categorie escluse in prima istanza: insegnanti tecnico  pratici (Itp), personale già di ruolo, diplomati istituto Magistrale ad indirizzo linguistico, dottori di ricerca il cui titolo è stato considerato abilitante, docenti che hanno ottenuto l’abilitazione disciplinare o la specializzazione su sostegno dopo la scadenza per la presentazione della domanda, docenti che hanno ottenuto il riconoscimento dell’abilitazione conseguita all’estero dopo la scadenza per la presentazione della domanda.
L’intera procedura – almeno secondo il Miur – va conclusa entro e non oltre il mese di giugno 2017.
Nella Nota il Miur si riserva di diramare un rigoroso cronoprogramma che però ha già anticipato il sito OrizzonteScuola.it e che riportiamo per completezza di informazione:
* entro il 20 gennaio gli USR pubblicheranno gli elenchi dei ricorrenti già censiti ed ammessi a sostenere la prova suppletiva (ci saranno 7 giorni per eventuali reclami, rettifiche o integrazioni);
* entro il 15 febbraio sarà consolidata la banca dati, con i dati dei ricorrenti, ivi compresa la scelta della lingua straniera per la prova scritta;
* alla fine del mese di febbraio sarà completato il collaudo delle aule disponibili per lo svolgimento delle prove (privilegiando quelle già utilizzate nella prova scritta di maggio);
* nella seconda settimana del mese di marzo sarà pubblicato l’abbinamento candidati–aule distribuiti in ordine alfabetico; ciò sarà fatto in seguito alla pubblicazione sulla G.U. del calendario nazionale delle prove, possibile solo se le date precedenti saranno rispettate;
* per il mese di aprile p.v. è prevista la prova scritta computerizzata.

PER LEGGERE LA NOTA MIUR: 11-01-17-nota-miur

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/11-01-2017//06:00//NODE0047
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Nuove classi di concorso

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Pronto il D.M. che modifica alcuni aspetti delle Tabelle A e B

ROMA - Nel corso di un incontro programmatico con la Direzione degli ordinamenti del Miur è stata fornita alle OO.SS. Scuola  una bozza di Decreto Ministeriale tramite il quale si modificano alcuni aspetti delle tabelle A e B del Regolamento sulle nuove classi di concorso.
Il Miur, in questo modo, intende correggere alcuni errori presenti nel DPR 19 in merito ai  titoli di accesso e agli insegnamenti attribuiti alle nuove classi di concorso soprattutto per quanto riguarda i Licei artistici. Prevista anche una nuova classe di concorso B16 che ripristina i laboratori nel primo biennio degli Istituti Tecnici/Settore Tecnologico.
Poiché l’entrata a regime delle nuove classi di concorso avrà ricadute sugli organici e sulla conseguente mobilità (a domanda e d’ufficio), l'Amministrazione si è impegnata ad affrontare la complessa questione in un prossimo incontro.
Non è secondaria la questione giuridica di riferimento: per modificare l’impianto disegnato nel D.M. n° 19 potrebbe servire un intervento legislativo, ma al riguardo il Miur sostiene che la modifica potrebbe rientrare nella delega sul reclutamento indicata dal legislatore nella legge 107/2015. Ovviamente salvo ulteriore contenzioso possibile! (c.c.)

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/11-01-2017//06:00//NODE0046
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Superiori: stop alla sperimentazione
 

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Slitta di un anno il liceo quadriennale?

Il rinvio al CSPI del Regolamento sulla Maturità breve potrebbe far slittare di un anno la cosiddetta sperimentazione quadriennale. Secondo la testata on-line “la Repubblica.it” siccome le iscrizioni sono prossime, non sarà possibile sbloccare l’iter autorizzativo nei termini, di conseguenza tutte le classi prime che verranno autorizzate, saranno operative solo dall’anno scolastico 2018/2019, se non ci saranno altri ripensamenti.
L’avvio in sordina della sperimentazione con poche classi ad opera dell’ex ministra Giannini, poi riproposta fino a 60 classi prime, ed ora implementata fino a 100 classi, rischia di bloccarsi prima ancora che le scuole avanzino la candidatura del nuovo pseudo percorso metodologico-didattico sperimentale che, nei fatti, modifica il curricolo di tutta la scuola secondaria di secondo grado, senza offrire adeguate garanzie apprenditive e tutele pedagogiche agli studenti ed ai genitori che aderiranno all’offerta solo nella prospettiva di guadagnare un anno di scuola, pur gravandosi di oltre mille ore di studio in più.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII/10-01-2017//06:00//NODE0041
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Incontro strategico sulla mobilità

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Molte questioni delicate ancora aperte // È tempo di mobilità, ma continuano i rientri  in sede - Ennesimo ricorso vinto contro la mobilità farlocca della Buona Scuola

ROMA - Oggi, 10 gennaio, Miur e Sindacati si incontreranno per discutere del contratto sulla mobilità, dopo l’Intesa siglata giorno 30 dicembre. Molte le questioni aperte a cominciare dalla deroga al vincolo triennale per tutti i docenti, alla fase unica di mobilità, alle preferenze, alla mobilità professionale, alle precedenze per l’assistenza a parenti disabili, ed anche e soprattutto ai criteri per i perdenti posto l genitore rimane solo per i trasferimenti all’interno della stessa provincia;
Altre questioni scottanti da affrontare sono: il vincolo quinquennale del sostegno; la nuova tabella di valutazione dei titoli che dovrebbe prevedere anche la valutazione del periodo pre-ruolo. In essa dovrebbe trovare spazio anche il riconoscimento di un punteggio ai ricercatori o assegnisti, ma anche il diploma di laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria (SFP) se si è in possesso del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, che in questo caso diventerebbe titolo d’accesso e la laurea in SFP sarebbe considerata titolo aggiuntivo.
Contro il dialogo – finora produttivo – OO.SS. – Miur, si schiera l’assessora della Regione Lombardia, Valentina Aprea, alla quale proprio la deroga sul vincolo triennale della permanenza in sede non va giù e azzarda una battuta infelice parlando di “turismo dei docenti da una parte all’altra dell’Italia” e chiede nuovi concorsi per nuove cattedre e fare completare ai docenti il periodo di 3 anni nelle scuole alle quali sono stati assegnati.
Ovviamente l’Assessora si guarda bene dal precisare che in questo presunto “turismo” sono incappati migliaia di docenti assegnati da un algoritmo farlocco a regioni diverse da quelle spettanti. Ed i mille ed uno casi di rientro in sede, fino a questi giorni – come si legge appresso - sono la prova provata che il giocattolo non ha funzionato a dovere!
Anche la deputata e responsabile scuola e università di Forza Italia, Elena Centemero, sia pure con toni diversi, fa rilevare che i rimedi adottati (conseguenti al piano assunzionale, soprattutto nelle fasi B e C, ndr) creeranno un grave vulnus nella continuità didattica e, di conseguenza, nella qualità dell’offerta formativa. (cesare costa)
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È tempo di nuova mobilità, ma continuano i rientri  in sede
Ennesimo ricorso vinto contro la mobilità farlocca della Buona Scuola
Una insegnante di Marcianise, in provincia di Caserta, ha avuto accolto il ricorso contro il Miur sulla mobilità dell’anno scorso. Insomma, è quasi tempo di nuova mobilità, ma continuano a fioccare come la neve le ordinanze dei Tribunali che accolgono i ricorsi.
Stavolta si tratta di una docente assegnata alla regione Liguria in luogo della Campania, perché non le era stata conteggiata l’anzianità pre-ruolo (servizio svolto in una scuola paritaria) che le avrebbe assegnato un punteggio superiore pari a 24 punti. Da qui il ricorso con riconoscimento del nuovo punteggio e l’assegnazione all’Ambito territoriale della Campania.

L’Amministrazione non aveva calcolato il servizio pre-ruolo, ma il Giudice ha respinto la tesi del Ministero ed ha ordinato di “adottare tutti i provvedimenti conseguenti ai fine della mobilità territoriale”.
Di fatto invalidando il trasferimento della docente in una scuola della Liguria. (c.c.)
 
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//09-01-2017//06:00//NODE0037
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Pagamento supplenti ancora più in ritardo

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Il Miur rettifica: emissione solo il 18 gennaio!

La Direzione generale del risorse umane e finanziarie del Miura ha precisato che l’emissione speciale a gennaio non avverrà più oggi, 9 gennaio, bensì il 18 del mese. Nella nota ministeriale si specifica che si è provveduto ad assegnare alle istituzioni scolastiche le risorse finanziarie in base ai contratti pervenuti ed autorizzati entro il termine previsto dal predetto decreto  (DPCM 31 agosto 2016). In conclusione, i supplenti temporanei continuano a restare a secco con lo stipendio!
Di seguito il comunicato Miur.
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DIREZIONE GENERALE DELLE RISORSE UMANE E FINANZIARIE DEL MIUR
Ai sensi di quanto previsto dall’ articolo 2, comma 2 del DPCM 31 agosto 2016 questa Direzione Generale ha provveduto ad assegnare alle istituzioni scolastiche le risorse finanziarie in base ai contratti pervenuti ed autorizzati entro il termine previsto dal predetto decreto in previsione dell’ultima emissione di NoiPA del 15 dicembre 2016.
Infatti dopo tale data il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ritirato le risorse da ciascun POS, disposti sui piani di riparto che alla data non risultavano autorizzate, in modo da permettere all’ufficio competente di questa Direzione Generale il versamento in conto entrata dello Stato per la chiusura dell’esercizio finanziario 2016, come previsto dalla Circolare del MEF, 9 novembre 2016, n. 24 recante le  “Istruzioni operative e calendario degli adempimenti“.
Ciò premesso per comunicare che in data 18 gennaio 2017 è programmata l'emissione straordinaria da parte di NoiPa mediante la quale saranno liquidate le spettanze dovute del mese di dicembre 2016 al personale con incarichi di supplenza breve e saltuaria, nonché la liquidazione dei  ratei contrattuali non rientrati nell’emissione di dicembre 2016 o autorizzati successivamente alla data del 2 dicembre 2016.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//09-01-2017//06:00//NODE0036
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Mobilità: domani (10 gennaio) nuovo incontro OO.SS.-Miur

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Moltissime questioni aperte e non tutte di facile soluzione

Domani, martedì 10 gennaio, Miur e Sindacati si incontreranno per discutere del contratto sulla mobilità, dopo l’intesa siglata giorno 30 dicembre.
Gli argomenti in discussione sono:
* la deroga al vincolo triennale per tutti i docenti;
* le preferenze fino
ad un massimo di 5 sedi; si possono indicare gli ambiti e i codici sintetici corrispondenti ad una intera provincia. Si potranno esprimere fino a 15 preferenze indipendentemente dall’ordine di scuola di appartenenza;
* la mobilità professionale per permettere il passaggio di cattedra e di ruolo che sarà entro il limite del 10% % delle disponibilità determinate e calcolate sulla base delle disponibilità al termine dei movimenti tra gli ambiti della stessa provincia;
* la fase della mobilità sarà unica, ma si procederà prima con la collocazione del personale delle sedi dimensionate, dei docenti fuori ruolo, privi di sede, ecc., quindi i trasferimenti all’interno della stessa provincia, tra scuole e ambiti, tenendo conto del rientro dei soprannumerari e delle precedenze; a seguire i trasferimenti verso gli ambiti di altra provincia, tenendo conto delle precedenze. I trasferimenti per sedi e tra ambiti di provincia diversa da quella di titolarità si effettuano nel limite del 30% delle disponibilità determinate dai trasferimenti intra-provinciali;
* la precedenza per assistenza al genitore rimane solo per i trasferimenti all’interno della stessa provincia;
* circa i perdenti posto (titolari di scuola, titolari di ambito assegnati ad una scuola con incarico triennale tramite chiamata “diretta” del DS e titolari di ambito assegnati ad una scuola con incarico triennale tramite assegnazione d’ufficio disposta dall’ATP di riferimento) bisognerà definire come effettuare le graduatorie distinte per fasce.
Altra questione scottante da affrontare sarà quella del vincolo quinquennale del sostegno e se sarà considerato anche il periodo pre-ruolo.

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//09-01-2017//06:00//NODE0035
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Dalla scuola, nella scuola, e oltre

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Le notizie: Bufera sullo School Bonus – M5S: Studenti di serie A e di serie B // Statali, ok sui contratti integrativi - Dati Aran: scuole e università i comparti più attivi // Scatti di anzianità ai precari - Il Tribunale del Lavoro di Lanciano riconosce la domanda e sancisce un diritto pieno! // Zaini troppo pesanti - La proposta: privilegiare l’utilizzo di tablet e altri strumenti informatici // L’Avvocatura dello Stato dice no ai referendum sul Jobs Act - La Consulta si pronuncerà mercoledì 11 gennaio p.v.

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Bufera sullo School Bonus
M5S: Studenti di serie A e di serie B
ROMA  – Il M5S va all’attacco dello School Bonus e annuncia due interrogazioni in Commissione Cultura di Camera e Senato, ritenendo il provvedimento un “attacco al diritto allo studio degli studenti”. Con l’entrata in vigore dello School Bonus – secondo il Movimento - aumenta vertiginosamente la probabilità di avere scuole di serie A e di serie B. La norma, come è noto, è operativa grazie al “Codice Tributo” messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, che consente a ai soggetti privati, titolari di reddito d’impresa ed enti di finanziare una scuola, ricevendo in cambio un credito d’imposta  del 65 per cento. In buona sostanza, passa il tempo ma la Buona Scuola continua a fare disastri determinando un’ulteriore frattura tra territori che ospitano istituti di qualità e territori dove l’offerta sarà mediamente più scadente. E quindi fra Nord e Sud del Paese, dato che al Nord la ricchezza è più diffusa rispetto al Sud e, dunque, sono più alte le probabilità che nel primo caso un cittadino possa effettuare una donazione.

Statali, ok sui contratti integrativi
Dati Aran: scuole e università i comparti
più attivi
Nei primi mesi del 2016, secondo i dati dell’Aran che rappresenta Palazzo Chigi al tavolo della contrattazione, sono stati firmati oltre 7mila contratti, il che vuol dire che un’intesa è stata raggiunta in un’amministra-
zione su tre. La scuola si afferma come amministrazione particolarmente attiva, con il 50% delle sedi che ha sottoscritto e trasmesso il contratto, a seguire l’università con il 48,5 per cento. Nel dettaglio: il 57,5% dei contratti hanno natura normativa, nel 36,4% invece si tratta di contratti puramente economici relativi alla ripartizione delle risorse.

 

Scatti di anzianità ai precari
Il Tribunale del Lavoro di Lanciano riconosce la domanda e sancisce un diritto pieno!
Il Tribunale del Lavoro di Lanciano (CH) ha accolto la domanda avanzata da quattro precari riconoscendo il loro pieno diritto alla corresponsione delle medesime progressioni stipendiali riservate ai docenti di ruolo in applicazione di quanto prescritto dalla normativa comunitaria.

Zaini troppo pesanti
La proposta: privilegiare l’utilizzo di tablet e altri strumenti informatici
Alla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia, si riaccende la polemica sugli zaini pesanti che secondo le determinazioni Miur – Ministero della Salute dovrebbe avere un peso non superiore al 10-15% del peso corporeo dell’alunno che lo indossa. Alla luce di quello che si osserva per strada, è del tutto evidente che le indicazioni sono spesso tradite e gli zaini arrivano a pesare anche il 30-35% del peso dell’alunno! In questi casi si possono instaurare dei danni a carico dell’apparato osteoarticolare che avranno ripercussioni anche in età adulta. Da qui la proposta di implementare l’uso dei tablet ed altri strumenti informatici. Chissà se qualche insegnante della scuola primaria e secondaria di primo grado rifletterà sulla questione, magari documentandosi sulla struttura scheletrica dei bambini/ragazzini e sul danno che un carico eccessivo può determinare in ragione anche del tempo di percorrenza casa-scuola e viceversa.

L’Avvocatura dello Stato dice no ai referendum sul Jobs Act
La Consulta si pronuncerà mercoledì 11 gennaio p.v.
L’Avvocatura dello Stato dice no al referendum sul Jobs Act, con le modifiche previste al’art.18 in materiale di licenziamenti, l’introduzione dei voucher e sulle norme che limitano la responsabilità in solido di appaltatore/appaltante in caso di violazioni nei confronti dei lavoratori. L’Avvocatura, nella memoria depositata per conto della Presidenza del Consiglio chiede che i quesiti siano dichiarati inammissibili, anche perché il referendum sarebbe “surrettiziamente propositivo e manipolativo”. La Consulta deciderà mercoledì 11 gennaio prossimo. Dura la reazione della Cgil che aveva raccolto oltre 3 milioni di firme.

 
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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//09-01-2017//06:00//NODE0034
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Lo spazio di Grumpy
 

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Rassegna di fatti ed eventi commentati dal nostro brontolone: Ma che freddo fa ... - Compagni separati - Pressing pidiellino

* Ma che freddo fa … - Torna di moda una vecchia canzone molto in voga tanti anni addietro e cantata da Nada. A parte i comuni coperti di neve, dove le scuole non apriranno, oggi, tornando a scuola non è detto che gli alunni troveranno aule ospitali e con un confortevole tepore. Intelligente la decisione della sindaca romana, Virginia Raggi, che ha disposto l’accensione degli impianti di riscaldamento un giorno prima, per far trovare agli alunni oggi le aule calde. Avrebbero potuto pensarci molti altri sindaci, m avrebbero potuto deciderlo anche i Ds della scuole, solo che non l’hanno fatto! Qualcuno è arrivato a preoccuparsi dell’ipotetico danno all’erario per il consumo, non mirato, del combustibile; qualche altro ha ritenuto tardivo l'intervento della Sindaca (Anp), soprattutto perché non concordato con i Ds, che però non ci avevano pensato affatto! Questa è la dirigenza che circola per adesso: più carte, più contenzioso, anche immotivato, e poca capacità manageriale!
* Compagni separati – Il direttore de “L’Unità”, Sergio Staino, attacca la leader della Cgil, Susanna Camusso, accusandola di dire sempre no. Conflitto politico o solo azione di disturbo? No, solo la prova di quanto conta il Pd in via Barberini (sede del quotidiano politico, ndr).
* Pressing pidiellino – I capigruppo dem, Zanda e Rosato, incontreranno a Palazzo Chigi il premier Paolo Gentiloni e la sottosegretaria Maria Elena Boschi, per affrontare la questione della legge elettorale, ancora prima del pronunciamento della Consulta. In pole position resta il Mattarellum che sta a cuore a Renzi, con un premio di maggioranza per assicurare la governabilità. Il leghista Salvini dice di sì (almeno a parole), purché si voti subito; l’ex cavaliere Berlusconi tace, anzi prende  tempo in attesa della decisione di Strasburgo nei suoi confronti; la sinistra, i centristi e il M5S non ci stanno; il NCD di Casini propone di attendere la decisione della Consulta sull’Italicum e poi imboccare la strada di una legge elettorale proporzionale con basso sbarramento. Cosa succederà in Aula alla ripresa dei lavori parlamentari?

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CERIPNEWS//NOTIZIE//XVII//09-01-2017//06:00//NODE0033
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Dal mondo sindacale

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I comunicati di Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda

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CGIL
Confronto Sinopoli-Rusconi
L’Intesa siglata con la ministra Valeria Fedeli il 29 dicembre scorso, semplifica le procedure di mobilità, consentendo che essa si svolga secondo fasi lineari che permettano di completare gli organici con velocità. In un’intervista-confronto con Mario Rusconi, vicepresidente Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola, Sinopoli ha esposto i punti focali di questa prima intesa che è solo un inizio e vedrà prosecuzione nei prossimi mesi. Mesi in cui “il reclutamento dovrà essere una priorità del Governo, perché la questione è tutt’altro che risolta e ci sarà bisogno di fare ancora molto. Servono più insegnanti, in tutti i settori, a partire dal sostegno”. Alla provocazione di Rusconi, sul legame tra norma di legge e contrattazione, Sinopoli ha tenuto a sottolineare che la contrattazione, delegata dalla legge, può fare moltissimo e che questa intesa ne è la prova in quanto semplifica procedure che l’anno scorso si sono dimostrate del tutto fallimentari.

CISL
Annamaria Furlan
La disoccupazione giovanile in Italia è a livelli inaccettabili. Lo sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un’intervista al settimanale Famiglia Cristiana in questi giorni in edicola . "Se aggiungiamo i due milioni di giovani che non lavorano e non studiano e pensiamo che un quinto dei ragazzi italiani non finisce il percorso scolastico – afferma la Furlan - si capisce tutta l’urgenza della questione, che va posta come priorità assoluta del Paese”. Il problema non è solo del Governo ma anche delle parti sociali: dei sindacati, delle imprese e  dell’intero Paese. La disoccupazione giovanile è un’emergenza nazionale. Il costo per lo Stato per formare gli italiani che sono emigrati dal 2008 al 2014 è stato di 23 miliardi di euro. Sono soldi regalati ad altre nazioni. La Segretari Cisl prende ad esempio i medici: nel 2009 erano poco meno di 400, nel 2014 se ne sono andati in 2.363. Una perdita enorme in termini di assistenza medica e ricerca scientifica. 

UIL
Pino Turi
Mentre l’accordo politico con il ministro Fedeli è ancora fresco di inchiostro, ecco riapparire i sostenitori della prima ora della cosiddetta Buona Scuola. Lo afferma a chiare lettere il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi: “Sono quelli che teorizzavano la ‘chiamata diretta’ con la pretesa di costituire collegi dei docenti accondiscendenti e comunque da gestire con metodi poco democratici (teorizzati quelli ispirati ai metodi dei marines americani del Dont’ ask, dont’tell ) e dei novelli economisti che pensano di aver trovato la ricetta per risanare finanziariamente il Paese, in nome di una non meglio precisata libertà educativa”. I primi, attaccano l’accordo perché consegnerebbe la scuola statale nelle mani dei docenti, i secondi vedono nei costi standard una misura salvifica anche per le malmesse casse dello Stato, sulla falsariga del modello sanitario nazionale (misura più invocata che attuata), per un mal celato desiderio di sempre maggiori risorse al sistema delle scuole private. Entrambi i fronti di attacco utilizzano, a nostro avviso, strumentalmente l’interesse degli alunni e delle famiglie, arrivando a teorizzare un autentico conflitto con quello dei docenti statali.

SNALS
Marco Paolo Nigi

L’adozione da parte della Ministra, sen. Fedeli, di un costruttivo metodo di confronto con le OO.SS  ha portato alla sottoscrizione  di un intesa “politica” sulla mobilità del personale docente da cui partire per la stesura del CCNI sulla mobilità per l’anno scolastico 2017/18. Sia la Ministra che i rappresentanti delle OO.SS. rappresentative del comparto scuola, si sono mosse nella logica dell’accordo sottoscritto presso il dipartimento della Funzione Pubblica a livello confederale: in quella sede, oltre a porre le basi per l’avvio dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, tra l’altro, si era convenuto:

-  di “promuovere il riequilibrio, a favore della contrattazione, del rapporto tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro per una ripartizione efficace ed equa delle materie di competenza e degli ambiti di azione della legge e del contratto. In questo contesto si conveniva di privilegiare la contrattazione quale luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro, dei diritti e delle garanzie dei lavoratori, nonché degli aspetti organizzativi a questi direttamente pertinenti;

-  di individuare ambiti di partecipazione sindacale per nuove e piene relazioni sindacali.

GILDA
Rino Di Meglio

Apprezziamo lapertura al dialogo dimostrata dalla ministra, perché segna un punto di discontinuità rispetto all´atteggiamento che ha contraddistinto la precedente gestione del dicastero. Adesso, però, attendiamo i fatti augurandoci che alle buone intenzioni seguano concrete azioni politiche. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta i recenti incontri della ministra Valeria Fedeli e tutti i sindacati rappresentativi della scuola. La neo ministra - osserva Di Meglio - ha dichiarato la sua volontà di percorrere la strada della contrattazione per risolvere i problemi lasciati aperti dalla legge 107/2015: ci auguriamo che quelle della ministra non restino soltanto parole di buoni intenti e aspettiamo la prova dei fatti. La Gilda ha comunque ribadito ancora una volta il proprio giudizio negativo rispetto alla riforma.


 
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