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02959-scandalo-a-madrid

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-22/09/2018-06:00
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Scandalo a Madrid per gli esami facili degli avvocati italiani

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Indagine della Procura su 500 titoli assegnati ad aspiranti legali
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All’Università Rey Juan Carlos gli italiani che puntano alla conquista di un titolo facile sono a frotte! Ogni anno in migliaia viaggiano in Spagna per evitare l'esame per avvocato e dopo poche ore si può tornare indietro con il risultato in mano! E così 500 sono diventati avvocati, anzi «abogados», con un solo viaggio in Spagna e titolo riconosciuto in Italia, mentre per essere riconosciuti ufficialmente in Italia servono tre annie con un esame che viene superato mediamente dal 30% degli iscritti.
Costo stimato dell'operazione: 11 mila euro per viaggio + tasse + altro ancora non precisato.
La pratica è sempre più diffusa, ma legale; però la Procura di Madrid sta indagando sui rapporti tra le agenzie che gestiscono questi migranti del diritto e le università spagnole che assegnano i titoli. Il caso dei 500 italiani è stato aperto dopo la denuncia raccolta dell'Osservatorio spagnolo contro la corruzione.
Il fenomeno ovviamente non si limita al caso in esame, ma va esteso e di molto, visto che sono migliaia ogni anno i connazionali che per evitare l'esame di Stato accedono alla professione andando in Spagna, e qualche volta solo virtualmente.
Le cifre non sono ufficiali, ma una consigliera dell'Ordine di Roma, ogni volta in cui assiste al giuramento dei nuovi avvocati fa una sua statistica e nell’ultima tornata su 29 persone, 19 erano passati per la Spagna! Piccoli dati, ma molto significativi, «gli "abogados" aumentano sempre di più», dice la consigliera, nonostante che dal 2011 sia stato messo qualche paletto al turismo dei titoli.

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02949-neet-sicilia-campania-peggiori-ue

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-21/09/2018-06:00
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Neet, Sicilia e Campania peggiori nell'Ue

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È il dramma dei giovani che non studiano ne lavorano: 39 su 100
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Sicilia e Campania peggiori: é il dramma dei giovani che non studiano ne lavorano: 39 su 100, i c.d. Neet. Per Eurostat l'Italia anche nel 2017 è maglia nera d'Euro Grecia al 21, Spagna 17. Fenomeno minimo in Olanda: 5 per cento.
Male, oltre a tutto il Mezzogiorno, Lazio, Piemonte e Liguria.
Nell'Europa continentale, però, non c'è un territorio paragonabile al Sud Italia, con la Sicilia maglia nera al 39,6% e la Campania subito dietro al 38,6%.
L'Italia, nel suo insieme, resta la peggiore d'Europa con il 25% dei giovani tra i 18 e i 24 anni che non studiano e non lavorano, mentre per esempio la Grecia nonostante i rigori della crisi è al 21% e la Spagna al 17%. Anche se il quadro è sostanzialmente lo stesso, qualche movimento c'è e non è positivo per la Campania. Nel 2017, infatti, la quota di giovani campani che sta bruciando il proprio futuro è passata dal 36,2 al 38,6, tornando ai livelli del 2013. Per fare un confronto con aree del Sud Europa, nel 2013 il Péloponnèse era al 44,2% mentre nel 2017 l'indicatore dei Neet si è attestato al 36,3%, segnale che in Grecia le aree marginali tendono a recuperare. Ancora nel 2016, c'era una regione in Bulgaria peggiore del Sud Italia: il Severozapaden, 800mila abitanti nell'estremo Nordovest del Paese, con una quota di Neet superiore alla Caienna e pari al 46,5%. Ebbene, nel 2017 l'indicatore è sceso al 30,9%.

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02939-test-medicina-ko

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-20/09/2018-06:00
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Test di medicina ko

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Uno su tre resta fuori, con una prova insufficiente
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Durissima la selezione per il test di ingresso a medicina: bocciati 19mila candidati, contro i 7mila di un anno fa. Dai primi risultati pubblicati dal ministero emerge, infatti, una netta stroncatura dei partecipanti al test con il sogno di diventare medici ; alla prova è risultato idoneo solo il 67,7% del totale. Uno su tre resta fuori, con una prova insufficiente.
Lo scorso anno passò invece 1'87,26%. Un inatteso crollo di 20 punti percentuali. Gli idonei, infatti, sono coloro che hanno totalizzato i 20 punti minimi per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili sul territorio. Non entreranno tutti ma hanno comunque raggiunto una sufficienza per farlo, qualora la graduatoria dovesse scorrere oltre le prime posizioni.
La prova, che si è svolta il 4 settembre scorso, ha visto partecipare solo 59.743 candidati dei 67.005 che si erano iscritti al test. Circa 7mila persone quindi mancavano all'appello, rinunciando già prima di iniziare, proprio come accaduto un anno fa. Ma quest'anno la corsa alla facoltà di medicina sembrava più accessibile visto che il ministero dell'Istruzione ha messo a bando un maggior numero di posti rispetto al passato: i banchi disponibili per l'anno accademico 2018-2019 sono infatti 9.779, lo scorso anno erano 9100. Oltre 600 posti in più che avevano incoraggiato gli aspiranti medici. Ma ora il colpo di mannaia: la selezione ha infatti tagliato fuori ben 12mila persone in più rispetto allo scorso anno.
Anche il livello generale è risultato più basso rispetto al passato. Il punteggio medio nazionale infatti, calcolato solo fra gli idonei, è di 35,67. Un anno fa invece era ben più alto, pari a 44,68. Vuol dire che comunque i "promossi" al test sono andati peggio rispetto ai colleghi del 2017. Si è abbassato anche il punteggio più alto registrato quest'anno in assoluto: il più bravo al test è stato infatti uno studente di Verona che ha raggiunto un punteggio pari a 84,3. Un anno fa, invece, il più bravo era di Milano e incassò un 88,5. Qualcosa quindi deve essere andato storto durante il test, risultato assolutamente più selettivo rispetto al passato.
Il 4 settembre scorso, subito dopo la prova, sul web impazzavano commenti negativi da parte dei candidati rispetto a quesiti ritenuti troppo complicati rispetto agli scorsi anni. Secondo un sondaggio svolto dal portale Skuola.net, che ha intervistato i candidati a caldo, tra gli aspiranti medici più di uno su due assicurò che la prova era risultata più difficile del previsto e almeno uno su tre indicò come più complicate le domande di chimica e di logica. Una prova difficile, quindi, che ha avuto l'effetto di ridurre la rosa degli idonei rispetto a un anno fa.
Ancora più pesante la selezione se il dato di oggi viene confrontato con quello del 2016 quando gli idonei furono addirittura il 93,7%. Quest'anno invece si è usato il pugno duro.

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02909-assunzioni-flop

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-19/09/2018-06:00
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Assunzioni flop, un decreto per 10mila posti

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Decorrenza giuridica a partire dal 1° settembre 2018,
economica dalla data di sottoscrizione del contratto
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Il Ministero dell’Istruzione corre ai ripari per cercare di risolvere la delicata questione del ‘flop assunzioni con una seconda tranche di assunzioni con decorrenza giuridica a partire dal 1° settembre 2018 e decorrenza economica dalla data di sottoscrizione del contratto.
Un decreto da emettere in tempi brevissimi dovrebbe consentire di recuperare almeno 10mila delle 32mila cattedre che non sono state coperte con le assunzioni previste per l’anno scolastico 2018/2019.

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02899-molte-promesse-pochi-fatti

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CERIPNEWS  LA NOTA XVIII-18/09/2018-06:00
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Molte promesse e pochi fatti

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Continua la serie delle bufale del governo giallo-verde
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Sarebbe giunto in VII Commissione Cultura della Camera un documento del MIUR nel quale l’amministrazione sta valutando di porre in essere misure strutturali, quali il tempo pieno e la stabilizzazione dei posti di sostegno.
Con una affermazione general-generica nel documento si legge che l’implementazione dei tempo pieno al Sud, lungi dall’essere considerata un’occasione per la crescita degli alunni e più opportunità formative, si porrebbe invece la finalità di offrire maggiori opportunità lavorative, in quanto comporterebbe l’incremento dei posti in organico.
Non vale la pena fare alcun commento!
Quanto al sostegno, che sarebbe un’altra misura allo studio del Ministero, si punta alla stabilizzazione dei posti di sostegno in deroga, che confluirebbero così nell’organico dell’autonomia.
Anche questa è una super-bufala, anche perché il MEF si guarderà bene dal far portare avanti una iniziativa del genere che nasce, ovviamente, senza uno straccio di copertura finanziaria.
Potrebbe risultare invece praticabile la proposta di far partire a breve i corsi di specializzazione su sostegno per tutti i gradi di istruzione.

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02869-statali-stretta-furbetti-e-assunzioni

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CERIPNEWS   LA NOTA  XVIII-17/09/2018-06:00
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Statali, stretta sui furbetti e in arrivo nuove assunzioni

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Presentato  il Ddl che contiene «interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo
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La guerra dello Stato ai "furbetti del cartellino" fa un salto in avanti ricorrendo, come previsto, alla rilevazione biometrica. Lo ha annunciato il ministro Giulia Bongiomo presentando a Palazzo Chigi, insieme al premier, Giuseppe Conte, il disegno di legge che contiene «interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo». La svolta era stata più volte annunciata dal ministro della P.a. che ha parlato di provvedimento non punitivo «ma di tutela verso i dipendenti che lavorano, quelli che non sono fannulloni». Il ministro ha descritto le linee generali del Ddl che, ha specificato l'esponente dell'esecutivo giallo-verde, «nasce con l'esigenza di dare una effettiva semplificazione alla P.a. in un'epoca di trasformazione digitale. Da anni se ne parla, ma restano sempre sulla carta». L'idea, ha aggiunto Bongiorno, «è quella di lavorare sulle procedure concrete per rendere più efficiente la pubblica amministrazione».
La titolare del dicastero di Palazzo Vidoni ha annunciato anche il via libera alle assunzioni nella P.a. per un «numero pari all'80% di quelle previste e poi verranno fatte verifiche puntuali. Questo consentirà di avere nell'immediatezza un ricambio generazionale ma saranno assunzioni mirate».
Le assunzioni, da completare nel corso del triennio 2019-2021, si legge nel provvedimento messo a punto dal governo, privilegeranno, in via prioritaria, figure professionali con elevate competenze in materia di digitalizzazione, di razionalizzazione e semplificazione dei processi amministrativi, di qualità dei servizi pubblici, di gestione dei fondi strutturali e della capacità di investimento, di contrattualistica pubblica e di controllo di gestione e attività ispettiva. Il governo, tra l'altro, garantisce velocità di azione. Le assunzioni, infatti, saranno realizzate «mediante scorrimento delle graduatorie, ovvero tramite apposite procedure concorsuali indette in deroga alla normativa vigente in materia di mobilità del personale e senza la necessità della preventiva autorizzazione, da svolgersi secondo procedure semplificate e più celeri».
Il ministro Bongiorno ha anche annunciato la costituzione del "Nucleo concretezza", una task force di esperti incaricati di «svolgere l'attività di tutor per le amministrazioni per aiutarle, dando vari suggerimenti». «Si cerca di aiutarle - ha avvertito Bongiorno - ma nell'ipotesi restino inerti ci saranno azioni correttive e di responsabilità dirigenziale in caso di non ottemperanza con la pubblicazione delle amministrazioni che restano inadempienti». Il nucleo, che nascerà in collaborazione con l'Ispettorato della funzione pubblica, svolgerà sopralluoghi e visite presso le singole amministrazioni, proponendo eventuali misure correttive con l'indicazione dei tempi di realizzazione. E la mancata attuazione delle misure correttive determinerà, appunto responsabilità a carico dei dirigenti e l'iscrizione in un'apposita "blacklist".
Nei progetti del governo Conte il Ddl concretezza non punta ad assumere il ruolo di riforma epocale ma, ha chiarito Bongiorno, «vuole permettere alla P.a. di cominciare a correre». In questo senso, un obiettivo strategico dichiarato è il decollo della riforma digitale. «Da anni se ne parla ma resta sempre sulla carta e la ragione è ascrivibile al fatto ad esempio che si crea la carta d'identità digitale ma poi - ha denunciato il ministro - ci vogliono mesi e mesi per prendere un appuntamento con l'amministrazione. Ci sono anche amministrazioni che spesso disapplicano alcune norme, come l'autocertificazione». «L'idea - ha aggiunto - è quella di lavorare su queste procedure concrete per abbreviare i tempi e rendere più efficienti le amministrazioni ed effettiva la trasformazione digitale».
Il disegno di legge si prepara ad aumentare i fondi destinati al trattamento economico accessorio del personale in proporzione al numero delle nuove assunzioni. I fari, sul fronte P.a., si spostano nelle prossime settimane sulla questione contratti. A fine luglio, incontrando i sindacati, il ministro Bongiorno aveva garantito il proprio impegno sul fronte dei rinnovi che, ovviamente, non potranno prescindere dallo stanziamento di risorse in legge di Bilancio. La Bongiorno sarebbe orientata a rinnovare gli accordi del pubblico impiego per il triennio che parte già dal prossimo anno.
Quanto alla dirigenza, sempre a metà estate, il ministro aveva confermato l'adozione di interventi con l’introduzione della  responsabilizzazione, del merito e della premialità
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02839-governo-e-pa-ultime-notizie

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CERIPNEWS  LA NOTA  XVIII-15/09/2018-06:00
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Governo e P.a. ultime notizie

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Ok del CdM al Ddl ‘Concretezza’
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[Fonte: Luigi Rovelli – www.money.it] - Via libera al disegno di legge Concretezza messo a punto dal governo M5S-Lega per la Pubblica Amministrazione. Più assunzioni, soprattutto nei settori strategici legati a digitalizzazione, appalti e investimenti. Tra gli aspetti più rilevanti, le impronte digitali contro gli assenteisti e lo sblocco delle stabilizzazioni dei precari. Il consiglio dei ministri di ieri ha dato l’Ok al Ddl ‘Concretezza’, che nelle intenzioni del governo dovrebbe collegarsi alla manovra economica.
Uno dei punti più importanti, come sottolineato dal quotidiano economico ‘Il Sole 24 ore’, è rappresentato dalla nuova tappa della lotta all’assenteismo, uno dei marchi di fabbrica, ormai, del rinnovamento della Pubblica Amministrazione (vedi Brunetta e Madia).
Ora dovrebbe arrivare il turno delle cosiddette ‘rilevazioni biometriche’, vale a dire l’introduzione dei tornelli che dovranno registrare le impronte digitali di chi va in ufficio. Il sistema prenderà piede nei prossimi mesi. La ministra Bongiorno ci tiene a puntualizzare che lo strumento ‘non è punitivo ma tutela i dipendenti che lavorano, quelli che non sono fannulloni’.
Questa misura arriva dopo il licenziamento per gli assenteisti rafforzato da Brunetta nel 2010, e dopo che il ministro Madia, nel 2016, ha provveduto a rincarare la dose rendendolo “sprint” (30 giorni) quando la finta timbratura è colta in flagranza. Nella scuola, la novità sarà regolata da un decreto del Ministero dell’Istruzione in accordo con Palazzo Vidoni e il garante della Privacy.

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02849-messaggio-aimc

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CERIPNEWS  LA NOTA  XVIII-14/09/2018-06:00
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Messaggio AIMC per Papa Francesco

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In occasione della visita del Santo Padre a Palermo l’AIMC Sicilia ha inviato un lungo messaggio a Papa Bergoglio
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In occasione della visita del Santo Padre a Palermo l’AIC Sicilia ha inviato un lungo messaggio a Papa Bergoglio.
PER LEGGERE IL MESSAGGIO:  2018-09-14-aimc-sicilia-messaggio

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02829-finisce-in-parlamento

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-13/09/2018-06:00
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Finisce in Parlamento il registro elettronico

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Docenti di una scuola media catanese contro la Ds
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Il caso dei docenti di una scuola media di Catania sanzionati dalla dirigente scolastica per non aver utilizzato il registro elettronico finisce in Parlamento.
La vicenda si trascina da un paio di anni. I docenti sostengono che la scuola non è attrezzata per l’uso del registro elettronico il cui utilizzo non sarebbe stato neppure deliberato dal Collegio dei docenti; nelle aule non sempre esiste la connessione e ai docenti non è neppure stato assegnato un pc o un tablet per poter operare.
Adesso, nell’interrogazione parlamentare del M5S al ministro Bussetti si chiede di dare risposta in Commissione Cultura.
Nella loro interrogazione, i deputati pentastellati sottolineano che è condizione imprescindibile per l’utilizzazione del registro elettronico il fatto che gli istituti scolastici siano dotati di un’efficiente connessione wireless e di infrastrutture e strumenti informatici tali da consentire ai docenti di operare in classe.
I deputati del M5S firmatari dell’interrogazione chiedono al ministro Bussetti se sia corretto o meno l’operato posto in essere dalla Ds e quali iniziative abbia intrapreso in merito l’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia consultato per dirimere la questione.
Sarà decisamente interessante conoscere la risposta del Ministro perché da troppo tempo e in troppe scuole l’introduzione del registro elettronico sta determinando situazioni di conflittualità e disagio per i docenti che di fatto sono spesso costretti ad inserire i dati dalla propria abitazione, con tutti i rischi che questo comporta ai fini della privacy.

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02809-milleproroghe-emendamenti

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CERIPNEWS  LA NOTA XVIII-12/09/2018-06:00
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Milleproroghe, tutti gli emendamenti

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Stop apertura GaE, Carta docente, Invalsi, vaccini e scuole all’estero
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Il sito Orizzontescuola ( www.orizzontescuola.it ) pubblica un interessante riepilogo, alla data odierna, degli emendamenti al decreto Milleproroghe per quanto riguarda la scuola. Ringraziando la Testata on line per la gentile concessione, pubblichiamo quanto appresso:
Stop apertura GaE
Un emendamento presentato dai relatori blocca gli effetti del comma 3-quinqies dell’articolo 6 del decreto milleproroghe approvato dal Senato che modificava l’articolo 14 del decreto legge 2016/11. La modifica apportata dal Senato, infatti, permetteva l’ingresso di quanti erano in possesso di abilitazione nelle graduatorie provinciali, inclusi i Diplomati magistrale e gli ITP.
Con le modifiche proposte alla Camera, tale possibilità sarà preclusa e le GaE torneranno ad essere ad esaurimento, senza alcuna possibilità di inserimento di nuovi abilitati.
Vaccini
Con un emendamento presentato in extremis, la maggioranza estende anche all’a.s. 2018/2019 le disposizioni transitorie previste dall’articolo 5, comma 1, del decreto legge 73/17 (convertito con modifiche in legge 119/17), consentendo di fatto anche per il corrente anno scolastico la possibilità di sostituire la documentazione attestante l’avvenuta vaccinazione con un’autocertificazione dell’avvenuta vaccinazione da sostituire entro il 10 marzo 2019 con la documentazione originale.
Invalsi
Con il Decreto Milleproroghe, se sarà votato nella forma emendata alla Camera, verranno bloccate per quest’anno le prove Invalsi per l’accesso all’esame di maturità, come da articoli 13, comma 2, e 14, comma 3, del decreto legislativo 62/17.
Carta docente
Sarà consentita la possibilità di estendere al 31 dicembre 2018 le eventuali disponibilità relative all’a.s. 2016/2017 rimaste nella carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione (Carta del docente).
Scuole all’estero
Per le scuole all’estero sono stati soppressi i commi 3 bis, 3 ter e 3 quater introdotti all’articolo 6 del testo Milleproroghe
approvato al Senato. La norma consentiva una proroga (a domanda) fino a 6 anni dei mandati di quattro anni, la riduzione da 6 a 3 anni del periodo di interruzione fra due periodi di servizio all’estero e la riduzione da 6 a 3 anni del periodo da assicurare all’estero per ottenere la destinazione.

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02799-chiamata-diretta-rimpianta

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-11/09/2018-06:00
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La “chiamata diretta” rimpianta

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I nostalgici del preside-leader-sindaco-capoccia ed anche padre-padrone,
piangono lacrime amare!
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Il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, ha deciso di mandare in pensione il metodo voluto dall'ex premier Matteo Renzi, restituendo di fatto ai diversi Uffici scolastici regionali il compito di assegnare i professori agli istituti in base al punteggio e alla posizione in graduatoria. Insomma, ha fatto passo indietro, secondo alcuni nostalgici della Buona Scuola, che avrebbero voluto introdurre la c.d. “chiamata diretta” anche per i supplenti oltre che per gli insegnanti di ruolo.
Un passo indietro deprecabile – secondo costoro - che non consente più di riconfermare un professore che ha lavorato bene con i ragazzi e che sia stato apprezzato o di entrare nel merito del curricolo, che non consente di fare colloqui e individuare la “persona giusta” (sic!), che permetteva ai Ds “di essere consapevoli delle scelte e di non avere sorprese”.
Il nuovo ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, invece, ha deciso di mandare in pensione, d’intesa con i sindacati, la “chiamata diretta” istituita durante il governo Renzi ed i nostalgici del preside-leader-sindaco-capoccia ed anche padre-padrone, piangono lacrime amare!

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-10/09/2018-06:00
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La seconda vittima

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Matteo Salvini dopo l’ex cavaliere Berlusconi!
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Dopo l’ex cavaliere Berlusconi, che ce l’ha a morte con la magistratura adesso anche Matteo Salvini straparla contro di essa, incassando il sostegno – guarda caso – proprio dall’ex socio elettorale esponente di Forza Italia.
Con la differenza che l’ex Cavaliere da furbacchione com’è non ha mai detto di persona che lui è stato votato ed i magistrati no, e meno che mai ha detto di fare scendere il popolo in piazza a suo sostegno, semmai lo ha fatto dire agli altri, compreso FdI.
Dopo la straripata, Salvini che fa così la seconda vittima della magistratura, fa marcia indietro anche perché da lui hanno preso le distanze i grillini che tengono a precisare che le toghe vanno rispettate e il ministro Alfonso Bonafede arriva ad affermare che “rievocare politicizzazioni, pensare che un magistrato sbagli perché è una toga di destra o di sinistra significa andare fuori tempo … e non credo che Salvini abbia nostalgia di quando la Lega governava con Berlusconi”.
Come contentino Salvini incassa l’appoggio del premier Conte, almeno in pubblico sui fondi sequestrati al partito, ed arriva ad azzardare che se non fosse premier si offrire per assisterlo in giustizio, ma si schiera contro la vicenda Diciotti affermando che “etichettare la magistratura di destra o di sinistra, vuol dire riportare il Paese alla prima Repubblica. Non bisogna scatenare la guerra tra politica e magistratura  perché i cittadini non capirebbero … [perché non hanno niente da capire rispetto a chi si sente diverso dagli altri, una sorta di novello Salvator mundi, e quindi intoccabile!; ndr] … ma le sentenze si rispettano e si va avanti”.
La verità è che si tratta di una sorta di complottismo puerile che non regge nel 2018, come ha affermato il pm Eugenio Albamonte, ex presidente dell’Anm. Sia la vicenda del fondi scomparsi in casa Lega, sia la vicenda del sequestro di persone sulla nave Diciotti, hanno visto Salvini protagonista: nel primo caso, come segretario; nel secondo, come ministro!
E quindi appare davvero patetico, oltre che puerile, gridare al complotto contro la Lega e contro il presunto Governo del cambiamento, che per fortuna non è rappresentato solo da lui Quanto poi a tirare le la giacca il Presidente Mattarella appare altrettanto patetico e puerile. Non dimentichiamoci che il suo socio in affari (politici, s’intende!) Di  Maio, appena 100 giorni addietro o poco più, azzardò l’
'impeachment e Salvini restò fermo e muto, guardandosi bene dallo zittire il suo collega di maggioranza elettorale.

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02769-conte-piace

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-08/09/2018-06:00
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Conte piace al 60% degli italiani perché è invisibile

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Dopo tutto ci pensano i due vicepremier a fare spettacolo –
Analisi anche sul PD e il nuovo leader Nicola Zingaretti
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Il premier Conte piace al 60% degli italiani perché utilizza un  basso profilo, dopo tutto ci pensano i suoi due vicepremier a fare spettacolo! Certamente, nonostante tutto, contribuisce a far accreditare la Lega sul M5S e tutto questo esalta Matteo Salvini e fa rodere i pentastellati che solo un paio di giorni addietro hanno assestato un buon colpo mediatico e i consenso chiudendo la vicenda Ilva.
E il M5S che fa adesso? Il presidente della Camera Fico – che rappresenta la sinistra pentastellata, è stato applaudito alla Festa dell'Unità, mentre Di Maio rappresenta la destra. Esattamente come succedeva nella Democrazia cristiana di un tempo.
In campo avverso, il PD logorato al suo interno, e che ha perso consensi e potere, che fa? Il nuovo astro nascente è Nicola Zingaretti che, a parte qualche scherzo di basso profilo ed inattesso (o forse no!) dall’interno del partito, è un aggregatore, è la persona giusta per compattare un partito in totale disfacimento per colpa delle mille correnti divisive.

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02755-la-maonovra-prende-forma

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-07/09/2018-06:00
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La Manovra prende forma

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Crescita senza sforare in una Italia solida
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La Manovra prende forma e assicura più crescita senza sforare in un quadro stabile. Non c'è pericolo né di default né che i nostri titoli non vengano più acquistati dagli investitori, perché l'Italia è l'unico Paese nel plesso mediterraneo che ha un Governo che regge saldamente, almeno secondo Giulio Sapelli, economico. Storico e accademico italiano.
Secondo Sapelli anche i rapporti con l’Europa sono al top: l'eurocrazia è presente in questo Governo con Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri, già ministro del governo Monti, e con Giovanni Tria, che tutto è fuorché un uomo che vuole cambiare le regole europee.
È la prova – afferma Sapelli - che questo Governo è nato con i cosiddetti “poteri forti".
Quanto alle promesse elettorali finora non mantenute Sapelli ostenta fiducia: "Le Manovre, non si devono annunciare. I ministri non devono più parlare. E poi bisogna sempre ricordare che nel contratto c'è un progetto di Governo e il Governo dura cinque anni. E in cinque anni c'è tempo di fare tutto".

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CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-06/09/2018-06:00
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Il “controllore” può avere anche competenze a go-gò

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Arriva il responsabile dell’Osservatorio sui concorsi nelle università e negli enti di ricerca in uno scenario politico del nulla portato fino alle estreme conseguenze
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In puro stile vetero-democristiano il M5S piazza come controllore dei concorsi universitari ed altri ancora una ex Iena che quando caso, oltre a fare tutto ed a saper fare tutto, ha fatto anche un’inchiesta sugli atenei nostrani e relativi baroni.
L’uomo giusto al posto giusto? Affatto, solo un uomo da collocare secondo il modello del pentastellato imposto dal sottosegretario Lorenzo Fioramonti, e così Dino Giarrusso, diventa dirigente dell’Osservatorio sui concorsi nelle università e negli enti di ricerca in uno scenario politico del nulla portato fino alle estreme conseguenze.
Giarrusso, con tutto il rispetto per le sue esperienze professionali, che sono però ben lontane dall’essere competenze vere, eccoti uscire dal cilindro pentastellato una ex Iena che dovrebbe saper fare tutto, di tutto, ed anche di più, e le riserve sono più di una anche in “campo amico”!
Feroce l’attacco dei dem che hanno definito la designazione una «pagliacciata», mentre gli universitari l’hanno definita una «offesa per i ricercatori».
Certo è che il catanese Dino Giarrusso, che ha avuto un passato nel cinema come aiuto regista e anche come regista prima di approdare in televisione al programma cult di Italia Uno, comincia in salita anche se ostenta la sua laurea in Scienza della Comunicazione conseguita all'università di Siena e pure una docenza all'università di Catania, che poi era un incarico di appena 42 ore in un anno!
Gli vale di più, a quanto pare, aver abbracciato la politica e la teoria del Movimento Cinque Stelle, lui che si è candidato alla Camera, senza successo, e che adesso – forse come contentino! - approda a Roma, grazie al sottosegretario Fioramonti, che lo ha nominato suo segretario particolare e responsabile dell'Osservatorio dei concorsi universitari.

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02729-studio-miur-avvio-anno-scolastico

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-05/09/2018-06:00
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Studio MIUR sull’avvio dell’anno scolastico

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Vicari esonerati, Asl tagliata e Concorso Ds completato entro agosto 2019
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Visti i ritardi accumulati dal concorso per nuovi Dirigenti scolastici, che forse vedrà i vincitori a pieno titolo solo nell’agosto 2019, la exit strategy messa a punto dai vertici di viale Trastevere si compone di due fasi:
Fase a) dare a ogni dirigente, chiamato a fare il reggente su altro istituto privo di titolare, un vicario, un docente esonerato dall'insegnamento e assorbito nei compiti dirigenziali. Si tratterebbe di una misura transitoria, valida solo per l’anno 2018/2019. La misura necessita di una copertura di circa 50 milioni di euro a cui il MIUR conta di far fronte recuperando fondi da economie interne ma anche dal taglio al progetto per l'alternanza scuola-lavoro, con una previsione di taglio pari al 50%. La norma potrebbe vedere luce già nel Milleproroghe, il veicolo al momento più veloce e comodo in Parlamento per garantire che entro settembre si possa passare dalle parole ai fatti dando una risposta in tempi ancora utili per le scuole.
Fase B) La seconda fase insiste sulla procedura del concorso: entro il 10-15 ottobre si dovrebbe tenere lo scritto con quesiti a risposta aperta e 2 a risposta chiusa per la lingua straniera; in campo 8.736 candidati, entro la primavera gli orali. In palio 2.4256 posti. A far sballare l'assunzione dei nuovi dirigenti titolari è il periodo di quattro mesi di formazione sul campo, mutuati dal modello della Scuola nazionale della pubblica amministrazione, ma questo farebbe saltare le nomine a settembre prossimo.
La proposta a cui sta lavorando la Lega, e che è già pronta sotto forma di disegno di legge al Senato, a firma del presidente della commissione istruzione Mario Pittoni, prevede di trasformare il periodo di formazione sul campo di quattro mesi in periodo di prova. Prova che il dirigente farebbe seguito da un tutor, analogamente a quanto prevede il reclutamento della riforma Renzi della Buona scuola per i docenti. Se così dovesse essere, le assunzioni potrebbero essere assicurate a fine agosto 2019 per l’anno 2019/2020.

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02719-il-fiasco-del-telefonino-in-classe

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CERIPNEWS LA NOTA  XVIII-04/09/2018-06:00
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Il fiasco del telefonino in classe

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Skuola.net: professori impreparati, non sanno come sfruttarlo nelle lezioni
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II telefonino in classe è un fiasco; l’uso del cellulare che ha tenuto banco per mesi e diviso in due l'opinione pubblica, è risultato un fisco! A distanza di 7 mesi dalle linee guida emanate dal MIUR un ragazzo su due continua ad usare lo smartphone di nascosto, per giochi e chat, ma cresce anche la platea di quelli che, invece, in accordo con i docenti scaricano app per studiare e imparano a sfruttare la tecnologia anche per l'apprendimento. Il problema è che spesso gli stessi docenti non lo sanno usare!
L'uso del digitale in aula resta una scelta dei singoli docenti e prevede comunque un approccio formativo alla tecnologia, all’innovazione e il suo naturale sviluppo, per rendere i ragazzi maggiormente consapevoli e responsabili delle potenzialità del digitale. Resta quindi assoluto il divieto di usare lo smartphone in classe per chattare con gli amici, per giocare o per cercare soluzioni ai compiti in classe e suggerimenti per le interrogazioni.
Secondo un sondaggio avviato dal portale skuola.net, uno studente su due continua ad usare lo smartphone in classe senza l'autorizzazione del professore e lo fa per chattare, consultare i social, giocare e fare ricerche; l'altra metà lo usa per motivi didattici e, tra questi, c'è quasi il 46% che ammette di utilizzarlo raramente, ma c'è anche un 12% che assicura di usare internet e il proprio dispositivo con quasi tutti i docenti. E non è poco visto che per gli intervistati lo smartphone è l'unico dispositivo tecnologico presente in aula.
Quattro studenti su dieci assicurano di avere in aula la Lim, il 19% oltre alla Lim ha anche un pc o un tablet; più di un ragazzo su 5, racconta che in classe non tutti i compagni sono dotati di un dispositivo utile al collegamento internet e che, in sei casi su dieci, i compagni lavorano in gruppo per facilitare il lavoro e integrare i ragazzi sprovvisti di strumenti tecnologici, ma per tanti ragazzi, interpellati da skuola.net, lo smartphone in classe è inutile; altri, invece, lo ritiene utile ma giudica impreparati i professori che non sanno come sfruttarlo nelle lezioni.

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02709-questa-nostra-povera-italia

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-03/09/2018-06:00
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Questa nostra povera Italia!

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Il piano del sottosegretario Giorgetti per convincere Bruxelles – La difficile posizione del Premier
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L’agenzia di rating Fitch ha aggiornato il suo giudizio sull’affidabilità dell’Italia, confermando il livello BBB attribuito al debito pubblico, appena due gradini sopra i titoli spazzatura, con l’outlook che è passato da stabile a negativo a causa dell’indebitamento molto elevato e lo scarto esistente tra l’impegno a ridurlo ed i costi elevati delle promesse fatte nel Contratto di governo.
Dagli Usa non capiscono neppure come si possa comporre lo scontro in atto in seno alla maggioranza che potrebbe portare anche al voto anticipato già il prossimo anno.
Palazzo Chigi incassa il colpo, fa sapere che la valutazione è giustificata alla luce della nostra condizione economica, ma afferma anche che non appena saranno varati Def e legge di Bilancio ci sarà una nuova valutazione tutta positiva e senza alcuna riserva.
Intanto il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, leghista doc, ha esplicitato il suo piano, cha piace a Tria, per strappare all’Ue una flessibilità mirata alle emergenze anche sforando il 3% del Pil per precisi investimenti: edilizia scolastica, infrastrutture, opere pubbliche, messa in sicurezza delle zone sismiche e dissesto idrogeologico, e spera che Bruxelles sia d’accordo.
Intanto il premier ombra Giuseppe Conte fa sapere che resterà a Palazzo Chigi solo per un giro, forse perché è già stanco di fare da catalizzatore fra gli alleati sempre più rampanti. Il macigno che  Conte ha lasciato cadere sugli alleati di governo giallo-verde, la dice lunga sul suo futuro e su quello del suo governo.
L'uomo, che è apparso finora poco incline agli ultimatum, è un «mediatore nato» (come lo definisce Di Maio), «pignolo all'inverosimile» (sottolineatura leghista), uno che fa iniziare le riunioni di governo in ritardo (facendo innervosire i maniaci della puntualità come Paolo Savona) per la smania di leggere i documenti del pre-consiglio fino all'ultima riga, maniaco più degli angoli da smussare che degli spigoli da appuntire, insomma ha detto la sua che è suonata come una specie di warning.
Diciamo che per Conte, dalla prossima settimana, a sorvegliare sul rispetto dei paletti dovrà intervenire una specie di Var, e il riferimento è a quella moviola che consente all'arbitro di una partita di calcio di serie A di rivedere le azioni più contestate e di poter prendere così le decisioni. Entra così in campo il Comitato di conciliazione previsto dal Contratto di governo, che potrebbe esordire già la settimana prossima su alcuni dei temi più spinosi su cui  primeggiano autostrade e immigrazione, pensioni, flat tax e via di seguito..
E Conte vuole fare ordine e chiarezza subito,  prima che la strada si complichi ulteriormente, magari costringendolo alle dimissioni.

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02699-contratto-docenti-entro-anno

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-01/09/2018-06:00
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Contratto dei docenti entro l’anno

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Pistolotto demagogico del Ministro ai docenti
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Rinnovo del contratto dei docenti entro l’anno per ridare dignità al ruolo del docente. Lo ha assicurato il ministro Marco Bussetti ai sindacati, ma non ha detto con quali e quanti soldi vorrà aprire le danze al tavolo negoziale. In compenso ha parlato, anzi straparlato, dell’esigenza di responsabilizzare il corpo docente, facendolo diventare una pietra angolare del nostro sistema di istruzione e formazione!
Discorsi demagogici e peraltro gravissimi da parte di chi viene dalla stessa amministrazione: i docenti sono sempre stati responsabili ed hanno sempre fatto il loro dovere; inoltre – è bene che l’ex provveditore lo sappia! – è solo grazie ad essi che abbiamo ancora una parvenza di Scuola e di Stato!
Non so cosa e se hanno replicato i sindacati, certo è che il loro silenzio può essere letto in due modi: meglio lasciarlo parlare, tanto …; ovvero, parla, parla poi al tavolo ce la vediamo!
In un caso o nell’altro sbagliano di grosso: primo, perché non si può, né si deve consentire a chiunque di sparare sulla scuola ed il suo personale; secondo, perché non è detto che al tavolo contrattuale non finisca come per il contratto vigente, vantato da tutti, con poche miserie sul piatto rilanciate come se fossero grandi portate elaborate da grandi chef!
Scusate, ma ogni tanto mi ricordo di essere stato Ds di un istituto alberghiero! (n.b.)

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