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03519-prof-poco-rispettati

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-13/11/2018-06:00
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Questi nostri prof poco rispettati

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Ricerca condotta dal Global Teacher Status Index
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L’Italia nell’ultima ricerca condotta dal Global Teacher Status Index si colloca la terzultimo posto, 33ma su 35 Paesi coinvolti per ciò che riguarda il rispetto dei docenti.
Tra gli italiani intervistati, solo il 16% ritiene che gli studenti rispettino i propri insegnanti: una percentuale in calo in confronto a 5 anni addietro quando era del 20%; nonché il risultato peggiore in Europa e nel mondo, migliore solo di Brasile e Israele.
Altrettanto negativo il rendiconto degli studenti italiani, agli ultimi posti nei test internazionali PISA (Programma per la valutazione internazionale dell’allievo) di matematica e lettura.
Si rileva anche che il mancato rispetto da parte degli studenti va di pari passo con i cattivi risultati nel profitto; secondo la metà degli intervistati i professori hanno salari troppo bassi, ma la restante parte afferma che dovrebbero essere pagati in base ai risultati dei loro alunni.

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03509-ripetizioni-intramoenia

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CERIPNEWS  LA NOTA XVIII-12/11/2018-06:00
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Ripetizioni in intramoenia a scuola per battere il «nero»

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Altro che flat tax, esperimento riuscito in un IC di Valenza, in provincia di Alessandria
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Eugenio Bruno in un articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore” parla dell’uovo di Colombo o poco ci manca, con la soluzione adottata in un IC di Valenza, in provincia di Alessandria, sulle lezioni private. Altro che flat tax al 15% prevista nel disegno di legge di Bilancio, nella piccola cittadina in provincia di Alessandria, nota in tutto il mondo per la produzione di preziosi, un istituto comprensivo di 1.100 studenti da tre anni apre le sue aule di pomeriggio per ospitare le ripetizioni destinate a gruppi di 2-4 studenti.
Una strada alternativa e aggiuntiva rispetto ai corsi di recupero tradizionali (e gratuiti) previsti dal contratto collettivo con tutto in “chiaro” e tutto “tracciato”.
Le famiglie pagano con bollettino di conto corrente intestato alla scuola e quest’ultima versa l’importo dovuto ai docenti trattenendo tasse, oneri accessori e un piccolo contributo per i servizi aggiuntivi.
Insomma il Ds ha trasferito dal mondo della sanità alla scuola l’intramoenia che già esiste, applicando alcune piccole regole di buon senso che possono aiutare a scongiurare gli abusi: la prima è che i docenti non possono fare ripetizioni ai loro alunni; la seconda è che i destinatari possono essere piccoli gruppi di alunni (da 2 a 4). la terza è che ogni quattro lezioni il docente debba fare una relazione per la scuola e la famiglia in cui illustra lo stato dell’arte.
Risultato? Dopo il rodaggio dell’anno scolastico 2016/2017 nel 2017/2018, i dieci prof coinvolti hanno erogato 112 ore aggiuntive “intramoenia” ai ragazzi delle medie. Tutto ciò in aggiunta ai corsi di recupero e potenziamento collettivi previsti contrattualmente, che tutte le scuole dovrebbero organizzare ma non sempre lo fanno. Ad esempio sfruttando l’organico di potenziamento che è stato introdotto dalla Buona scuola e che si è trasformato spesso in un “bacino” per le supplenze brevi.
A sentire il Ds la misura è piaciuta da subito a tutte le parti in causa: ai docenti che non devono aprire le porte di casa ai ragazzi e ottengono in busta paga direttamente l’importo netto (circa 17 euro l’ora), ai sindacati che non sempre vedono di buon occhio iniziative del genere, alle scuole che possono recuperare qualche risorsa per i servizi aggiuntivi (segreteria o fotocopie), ai genitori che possono monitorare passo passo i progressi dei figli e spuntare un prezzo concorrenziale rispetto alle lezioni private classiche.

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-09/11/2018-06:00
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In Francia, spuntano i “prof marine”

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Clamorosa iniziativa di una quarantina di presidi
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Una quarantina di presidi della banlieue parigina, hanno cominciato ad organizzare una formazione militare composta da docenti che si esercitano in stage su un terreno militare a Beynes non lontano da Versailles.
Il progetto, che è stato battezzato “gestione di crisi” tende a neutralizzare i genitori aggressivi ed i continui episodi di violenza all’interno e all’esterno delle scuole è stato organizzato dal provveditorato ed è la prima volta in Francia dove ha fatto eco la nomina di un gendarme come vicepreside di una scuola.
I “prof marine” marciano in fila per due, con tanto di tuta mimetica, si danno del tu e si preparano ad ogni evenienza: aggressioni di allievi o genitori, violenze, racket, attentati.

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03479-liceo-prepara-test-medicina

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CERIPNEWS  LA NOTA XVIII-08/11/2018-06:00
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Il liceo che prepara ai test di Medicina

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Sperimentazione in 80 istituti in tutta Italia
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Mentre ancora il governo Conte dimostra incertezza sulla possibile abolizione del test d’ingresso a Medicina sulla spinta della Crui che non vuole proprio mollare la preselezione, la scuola si attrezza per venire incontro agli aspiranti medici introducendo lezione di Medicina al liceo.
L’idea nata nel 2011-2012 in un liceo di Reggio Calabria, si sta diffondendo a macchia d’olio con la benedizione del Miur.
Il modello prevede 150 ore ripartite nel triennio. La 50 ore annue sono dinamiche e varie: 20 sono tenute dai docenti di Scienze, 20 da medici incaricati dagli Ordini e 10 ore sono spese direttamente nelle strutture sanitarie.
Gli studenti studiano: Biomedicina, Dermatologia, Ortopedia. Ematologia e Cardiologia. Prevista anche la frequenza nei centri trasfusionali.
A conclusione di ogni nucleo tematico sono sottoposti a 45 quesiti a risposta multipla sul modello dei quesiti di accesso alla professione medica. Un vero e proprio pre-test in vista della prova universitaria. Biomedicina in pagella ha un giudizio a sé, separato da Scienze e diventa credito scolastico.
Il Miur è interessato alla sperimentazione e non è detto che nel prossimo futuro gli studenti che superano positivamente i test liceali non possano entrare all’università senza passare dal test d’accesso.

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-07/11/2018-06:00
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Concorsi Dsga e IdR, silenzio tombale

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Come sempre, agli annunci mediatici gialloverdi non seguono i fatti!
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Rischia di slittare l’annunciato concorso per 2.400 posti di Dsga dato che ancora si attendono i due decreti contenenti rispettivamente la tabella dei titoli valutabili, le prove d esame e i programmi del concorso. I due documenti non sono stati ancora pubblicati perché non risulta che abbiano neppure ottenuto il parere del Cspi.
Silenzio tombale anche sul ventilato concorso per gli IdR. Dopo le prime anticipazioni e i discorsi “politici” portati avanti da Lega M5S su fronti opposti per il reclutamento (concorso riservato o concorso ordinario) su tutta la vicenda è piombato un silenzio tombale mentre i docenti restano in balia dei “giochini” di tanti Uffici Diocesani che gestiscono posti e docenti quasi come proprietà personale, con obbligo da parte degli IdR di stare pure zitti e muti.

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03469-il-vento-dello-odio

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-06/11/2018-06:00
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Il vento dell’odio spira ovunque

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Camilleri: “Abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”
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A scuola mi chiamano “cacca” perché ho la pelle scura! Una piccola di 4 anni stanca di essere nata scura di pelle, e sistematicamente offesa a scuola perché chiamata “cacca” non vuole più essere marrone, vuole diventare bianca come gli altri bambini napoletani. Tutto questo accade mentre sulla Circumvesuviana napoletana una passeggera difende un immigrato cingalese dagli insulti razzisti di un giovane.
In clima di xenofobia, razzismo, respingimenti e morti in mare nel Mediterraneo di cui nessuno si accolla la colpa, accade anche questo!
Ha ragione Andrea Camilleri quando in tv, nel corso dell’ultima trasmissione di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio ha affermato: “Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.

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03439-sogno-quota-100

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-05/11/2018-06:00
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Il sogno di Quota 100

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La prima finestra fra 9 mesi
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Gli aspiranti alla pensione con Quota 100 del settore pubblico potrebbero aspettare 9 mesi per incassare la prima pensione. L’ipotesi è circolata nel corso dell’ennesimo incontro/confronto tecnico-politico sul “pacchetto previdenza” che verrà definito in un disegno di legge collegato alla Manovra.
L’ulteriore allungamento della data di decorrenza, da utilizzare solo in prima applicazione, andrebbe incontro alle esigenze manifestate dalla ministra Giulia Bongiorno, preoccupata per la gestione del turnover che si innescherebbe con le numerose uscite previste per l’anno prossimo.
Dopo il primo ciclo di pensionamenti della P.a. a 9 mesi dalla maturazione dei requisiti minimi (62 anni e 38 di contributi) si tornerebbe poi alle due finestre mobili semestrali, mentre i lavoratori privati conteranno su quattro finestre d’uscita.

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03429-sommerso-tenta-emergere

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-03/11/2018-06:00
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Il sommerso che tenta di emergere

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Se lo Stato prende atto dell’esistenza del fenomeno delle lezioni private, riconosce implicitamente che la scuola non è in grado di aiutare gli alunni a recuperare le carenze!
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La flat tax sulle lezioni private prevista nella legge di Bilancio dovrebbe far emergere, almeno una parte del sommerso sulle prestazioni dei docenti, almeno in gran parte, che finora hanno avuto un patto non scritto con la famiglia: paghi poco e non ti faccio la ricevuta, anche se il costo di una lezione privata resta sempre a livello di fame 20-30 euro ora, con un massimo fino a 50 euro.
Ora, se è giusto che ogni reddito vada tassato è anche giusto riflettere, al di là dell’aliquota del 15% prevista, se sia legittimo costringere un docente per colpa del misero salario che percepisce (la retribuzione nostrana è fra le più bassa dei Paese dell’Occidente!) a dare ripetizioni per arrotondare (sic!) lo stipendio.
Un effetto non secondario alla flat tax potrebbe essere che il docente d’ora in avanti scarichi sul cliente quel costo, aumentando così la richiesta rispetto all’attuale tariffa in nero. E non tutte le famiglie apprezzeranno la sorpresa. Quindi il nero tenterà di emergere, ma certamente non tanto, esattamente quando si va dal medico per usa visita e l’addetto caldamente chiedere se si vuole la fattura o meno, come per il meccanico, l’idraulico, l’avvocato, e vi di seguito, senza offesa per nessuno.
In caso affermativo ti si schiaffa l’Iva tutta a carica del “cliente”; mentre se non si vuole la fattura eccoti che spunta lo sconticino: sarebbe 100 euro, ma facciamo 80 …
Ma c’è anche un’altra considerazione gravissima che discende dalla flat tax che fa osservare Roberto Carnero, docente di letteratura italiana all’Università di Urbino, in un articolo pubblicato sul “Il Sole 24 Ore” del 31 ottobre scorso: con la flat tax lo Stato nel riconoscere le lezioni private, tanto da tassarle, prende atto che la scuola non è in grado di aiutare gli alunni bisognosi di sostegno didattico, non è in grado di fare recuperare le carenze come sarebbe suo dovere fare. Meglio al contrario il problema si risolverebbe da solo se il nostro sistema di istruzione fosse più efficiente.

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03409-pensioni-rispunta-contributo-solidarieta

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-30/10/2018-06:00
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Pensioni, rispunta il contributo di solidarietà

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Le anticipazioni in materia del quotidiano Il Messaggero
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Sulle pensioni “alte”, quelle superiori ai 90 mila euro lordi l’anno, il governo cambia strada. Non ci sarà nessun ricalcolo degli assegni in base ai contributi versati, e nemmeno il complesso meccanismo basato sulla cosiddetta «equità attuariale» e che in pratica finiva per essere un taglio solo in base all’età del pensionamento.
Illustra tutta l’operazione il quotidiano Il Messaggero (www.ilmessaggero.it/pay/edicola/pensioni_prelievi_tagli_ultime_notizie-4068335.html) da cui riportiamo ampi stralci.
La nota Testata precisa che “nell’ultima bozza messa a punto dai tecnici del Movimento Cinque Stelle e della Lega, lo strumento scelto è quello tradizionale del «contributo di solidarietà». Nel documento ci sono due ipotesi di lavoro.
La prima è più draconiana e prevede che il taglio si applichi all’intero importo della pensione applicando delle aliquote differenziate in base a degli scaglioni.
Fino per le pensioni superiori a 90 mila euro, ma inferiori a 130 mila euro, in questa prima ipotesi, il taglio sarebbe dell’8% dell’intero assegno. Che salirebbe al 12% per le pensioni fino a 200 mila euro, al 14% per quelle fino a 350 mila euro lordi annui, per poi passare al 16% per quelle fino a 500 mila euro lordi annui, per arrivare al 20% se la pensione supera la soglia dei 500 mila euro lordi annui.
La seconda ipotesi, pure contenuta nella bozza di provvedimento, invece, prevede che il contributo di solidarietà si applichi soltanto sulla parte di pensione che eccede i 90 mila euro. In questo caso le percentuali che verrebbero applicate sono leggermente più alte. Da 90 a 130 mila euro si pagherebbe il 10%, da 130 mila a 200 mila euro il 14%, fino a 350 mila euro il 16%, fino a 500 mila euro il 18% e, infine, oltre i 500 mila euro si continuerebbe invece a versare il 20%.”.
Per rispettare il dettato della Corte Costituzionale che ha stabilito che il contributo di solidarietà, per essere conforme alla Carta, debba essere temporaneo, viene previsto che il taglio resti in vigore per 5 anni (comunque più dei tre anni del precedente intervento). Tagli che, comunque, non si applicherebbe a chi ha una pensione interamente calcolata con il metodo contributivo. Al momento non c’è, invece, il blocco dell’adeguamento al costo della vita degli assegni.
Anzi, l’articolato prevede che si attuino le normali regole degli scatti legati all’inflazione. C’è invece lo stop al meccanismo più vantaggioso di calcolo della pensione dei sindacalisti. Di fatto viene cancellato il calcolo della cosiddetta «quota A» di pensione, quella determinata sulla base della retribuzione percepita l’ultimo giorno di servizio e quindi soggetta a regole più generose rispetto a quelle applicate dal 1992 in poi per il calcolo della quota B, che considera la media delle retribuzioni percepite in un periodo di tempo più lungo.
“Oltre alle pensioni “alte” su Quota 100 sono invece confermate le indiscrezioni della vigilia. L’età di pensionamento sarà di 62 anni con 38 di contributi, ci saranno 4 finestre per l’uscita (2 per gli statali), e il congelamento dell’età contributiva di vecchiaia a 42 anni e 10 mesi.
Sarà possibile dal 2019 andare in pensione anticipata avendo almeno 62 anni di età e 38 di contributi. I lavoratori privati iscritti all’Inps che avessero maturato i requisiti entro dicembre 2018 potranno uscire il 1° aprile 2019. Se li matureranno dal 1° gennaio 2019 potranno ricevere la pensione «trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti», quindi con una sorta di finestra mobile trimestrale. i lavoratori pubblici che maturano i requisiti per quota 100 entro il 31 dicembre avranno l’assegno pensionistico dal primo luglio, se maturano i requisiti successivamente il diritto alla decorrenza dell’assegno sarà maturato dopo sei mesi. Per il personale della scuola la finestra è annuale.
Resteranno fermi a 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne) anche l’anno prossimo (senza l’aumento di cinque mesi previsto) i contributi necessari a lasciare il lavoro a prescindere dall’età ma è prevista una finestra mobile trimestrale anche per chi esce con questa norma. Tramonta invece l’ipotesi di bloccare, fino al 2023, l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia dopo il passaggio, nel 2019, a 67 anni. Quindi l’anno prossimo si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni e si valuterà l’aumento dell’età ogni due anni a seconda degli andamenti della speranza di vita. Resta in vigore anche la cosiddetta «Opzione donna» che permette di uscire con il ricalcolo contributivo con almeno 58 anni e 35 di contributi”.

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03389-discrimiate-scuole-paritarie

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-29/10/2018-06:00
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Discriminate le scuole paritarie

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La denuncia del collega Giuseppe Adernò da Catania
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Il bando per il concorso straordinario riservato ai docenti di infanzia e primaria diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 o laureati in Scienze della formazione primaria con due anni di servizio, parte con il piede sbagliato. Infatti viene riconosciuto e reso valido soltanto il servizio prestato nelle scuole statali e non quello delle scuole paritarie che spesso svolgendo una preziosa attività di supplenza e di integrazione  dei servizi non sempre presenti nelle strutture statali.
La denuncia arriva dal collega Giuseppe Adernò da Catania che osserva che “è strano constatare come viene riconosciuto valido per l’accesso al concorso straordinario il  titolo di abilitazione per infanzia e primaria, conseguito all’estero,  e pagato con cifre a sei zeri  e non il servizio  effettivo svolto con competenza e professionalità da tanti docenti delle scuole laiche e cattoliche, che oggi, purtroppo, sono costrette a chiudere per mancanza di iscritti e per la difficoltà a mantenere le spese per garantire  il regolare servizio scolastico che è pubblico, anche se svolto in strutture non statali".

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03379-scuola-modello-leghista

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-27/10/2018-06:00
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Scuola modello leghista

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La replica dei sindacati CGIL, CISL e UIL e degli studenti
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La proposta di regionalizzazione di docenti e presidi avanzata dal premier Conte e dal ministro Bussetti, in analogia al modello vetero-leghista periodicamente tirato in ballo dal senatore Pittoni, non piace ai sindacati che intravedono lo scardinamento del sistema scolastico nazionale e non piace neppure agli studenti, sia pure per altre motivazioni.
La replica al ministro Bussetti ed al governo è secca da parte della CGIL, della CISL e della UIL che ipotizzano la scuola a più velocità e parlano di furia regionalistica senza un vero impegno su formazione e lavoro e da parte degli studenti che contestano anche il fatto che nella legge di Bilancio non ci sia un vero e proprio capitolo dedicato all’istruzione e alla ricerca

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03369-legge-anti-fannulloni

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-26/10/2018-06:00
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La Bongiorno e la legge anti-fannulloni

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Il percorso è lungo, e per prima cosa bisognerà sentire il Garante della privacy
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La ministra Bongiorno nel proporre il ddl “Provvedimento concretezza” vuole azzerare il cartellino e introdurre la verifica fisica delle presenza degli impiegati pubblici con  riconoscimento facciale per assicurare a tutti di lavorare bene e soprattutto lavorare tutti, almeno sulla carta. Anche perché si può stare sul posto di lavoro senza fare niente, ma questa è  tutta un’altra storia.
Il percorso è lungo, e per prima cosa bisognerà sentire il Garante della privacy.
Nel ddl ci saranno anche nuove regole per i concorsi sulla carta più selettivi e più rigorosi e dotati con criteri unici su scala nazionale. I Comuni virtuosi con i bilanci in regola, avranno maggiore libertà nelle assunzioni, ma sono previste anche misure per quelli in difficoltà con le nuove tecnologie digitali, anche con presenza di tutor.

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03359-italiano-ribalta-mondiale

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-25/10/2018-06:00
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L’italiano alla ribalta mondiale

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Mattarella: L’italiano per l’integrazione
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Nella terza edizione degli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, s’è confermato che la nostra lingua è oggi la quarta lingua più studiata nel mondo con percentuali di aumento che toccano anche il 22%.
Il presidente della Accademia della Crusca Claudio Marazzini, ha affermato che lo studio dell’italiano non ha mai subito un calo e il prof. Fabio Rossi, ordinario di Linguistica all’Università di Messina, ha sottolineato che la promozione dell’italiano non è sovranismo, perché non difendere l’identità culturale è al contrario provincialismo.
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L’italiano per l’integrazione
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso delle celebrazioni al Quirinale degli Stati Generali della lingua italiana svoltisi alla presenza del ministro Bussetti, del presidente della Società Dante Alighieri Andrea Ricciardi, ha affermato che imparare l’italiano aiuta l’integrazione. Lo studio della lingua anche all’estero, è una pre-condizione per attrarre talenti che contribuiscono a far crescere la competenze e le capacità del nostro Sistema Paese nel suo complesso.
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In coda al “sovranismo” della nostra lingua si registra anche la presa di posizione del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) che considera “l’0uso dell’inglese nelle Aula di Montecitorio “un insopportabile provinciliasmo esterofilo” e rileva che nel Parlamento italiano si deve parlare in lingua italiana, dato che non siamo nella Camera dei Lords. Di conseguenza corregge il testo ufficiale degli interventi sostituendo “prestazioni” a “performance” e quindi  dice basa a termini quali: spending review, fiscal compact, split payment, welfare e così via, sostituendole, quando ci sono, con parole italiane. Inoltre il parlamentare lamenta che nei luoghi di transito sia stato abolito il bilinguismo, con messaggi solo in lingua inglese e commenta che “i turisti sognano di venire in Italia per sentire la nostra lingua e non per visitare una colonia”.
Affondo anche alla Marina Militare italiana che ha scelto di utilizzare l’inglese per due anni consecutivi sulla sua campagna di arruolamento.

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03349-ministro-sindaca-politica

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-24/10/2018-06:00
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Il Ministro, la Sindaca e la Politica

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Bussetti: “Il caso Lodi è una questione locale”. E sbaglia!
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Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti difende la sindaca leghista di Lodi, Sara Casanova, al centro delle polemiche per un regolamento comunale che di fatto esclude buona parte delle famiglie extracomunitarie dalle agevolazioni sul costo mensa a scuola, affermando che la sindaca non abbia fatto altro che applicare la legge e che la questione è locale, ma si è messo “a disposizione per qualsiasi problema”.
E qui sbaglia Bussetti. La questione non è affatto locale è politica e molto più grave di quanto il compiacente Ministro voglia gabellare convinto di parlare ad un popolo di allocchi!
È politica in piena regola aver deliberato nel 2017 l’esclusione dalla retta agevolata delle mensa solo gli immigrati che non possono documentare le proprietà nei paesi d’origine, che peraltro non hanno; è politica quella di infierire solo sui cittadini stranieri non Ue senza dire una sola parola sui tanti comunitari danaros che però documentano Isee da fame; è politica escludere i minori dalla mensa in nome di un rispetto formale di una norma che lo stesso comune leghista ha approvato e che il premier Salvini ha benedetto, con buona pace del suo collega Di Maio che a parole difende i diritti dei bambini.
Quindi, il ministro Bussetti, che sembra abbia dimenticato troppo presto il suo ex ruolo di dirigente Miur, che guarda caso oltre alla burocrazia dovrebbe avere a cura il benessere e le sorti delle leve scolastiche, la smetta di dire che si tratta di una questione locale e narrare che “la scuola non deve essere coinvolta in strumentalizzazioni e battaglie tra fazioni”.

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03329-sindacati-chiedono-incontro

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-23/10/2018-06:00
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I sindacati chiedono incontro sulla Manovra

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Analisi su tutto quello che manca di CGIL, CISL e UIL
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Gli Esecutivi Unitari di CGIL, CISL e UIL hanno chiesto al governo Conte un incontro sui contenuti della manovra economica che si sta mettendo a punto, in una situazione che non può certo definirsi tranquilla. Raggiunta nel Consiglio dei Ministri di sabato una tregua (almeno all’apparenza!) fra i contraenti del "patto di governo", restano alte le tensioni con l’Europa, dopo le pesanti critiche contenute nella lettera della Commissione, mentre non inducono a ottimismo i segnali che provengono dai mercati finanziari, evidenziati dal ritorno dello spread ai livelli di cinque anni fa.

Manca nella manovra una chiara visione strategica che orienti una politica di investimenti a sostegno della crescita e dello sviluppo, il lavoro pare essere il “grande assente” della manovra, proprio quando dovrebbe essere considerato da tutti come emergenza prioritaria del Paese.
Inoltre vanno chiarite  e definite le politiche fiscali, da orientare nel segno dell’equità a partire da azioni chiare ed efficaci di contrasto all’evasione, a misure per aggredire le condizioni di svantaggio del Mezzogiorno, le politiche sociali, il welfare, l’innovazione nella Pubblica Amministrazione e le grandi reti pubbliche del Paese, tra cui l’istruzione, indirizzando in tale direzione anche le politiche contrattuali.
Appare preoccupante che ai contratti pubblici, tutti in scadenza a dicembre, e al loro rinnovo non sia stato fatto fin qui alcun cenno (superfluo ricordare che per la Dirigenza Scolastica è tuttora in corso il negoziato per il triennio 2016-2018).

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03309-senza-scuola-futuro-in-bilico

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-22/10/2018-06:00
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Senza scuola futuro in bilico

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Nel Meridione il rischio maggiore
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L’Italia è al primo posto in Europa per numero di Neet, giovani disoccupati che non studiano ne cercano lavoro (29,5% contro la media Ue del 17,2%. È penultima per numero di laureati tra i 30 e i 34 anni (26,9% contro 39,9% media Ue), è quarta per giovani con la sola licenza media inferiore (14% contro il 10,6 Ue).
Si tratta si dati allarmanti scrive il quotidiano Avvenire, che parla di povertà educativa, anzi di vera e propria “emergenza educativa” che favorisce la trasmissione intergenerazione della povertà economica.
La povertà educativa – osserva ancora la Testata già citata – riguarda in gran parte famiglie colpite dalla tradizionale povertà socio-economica. Situazioni di maggior svantaggio (sia sul fronte dei servizi che delle possibilità individuali) che si registrano proprio nel Mezzogiorno che ha i più alti livelli di povertà assoluta: minore copertura di asili nido, di scuole primarie e secondarie a tempo pieno, percentuale più bassa di bambini che fruiscono di offerte culturali o sportive e contemporaneamente maggiore incidenza dell’abbandono scolastico.
Inoltre si rileva che sul fronte della cittadinanza gli alunni stranieri evidenziano tassi di povertà educativa maggiori rispetto ai loro coetanei autoctoni con un tasso di non ammissione degli stranieri al primo anno di studi pari al 22,9%.

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03279-test-medicina

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-18/10/2018-06:00
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Test Medicina, dopo gli annunci le proposte

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Attesa per il numero dei posti previsti per il prossimo anno accademico
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Dal prossimo anno accademico il ministro Bussetti ha annunciato  nuove modalità di accesso: un nuovo test per Medicina, diverso da quello attuale con le 60 domande in 100 minuti, perché «così ci perdiamo troppi talenti». È la promessa del ministro Marco Bussetti, mentre Conferenza dei rettori ha deliberato per un aumento addirittura del 50% dei posti nel giro di due anni, arrivando a quindicimila matricole nel 2021.
Insomma sull’abolizione del numero chiuso, dopo l’annuncio e la frenata adesso si parla di «tempi medi, anzi lunghi, forse lunghissimi».
Ora c’è da stabilire al più presto quanti posti ci potranno essere l’anno prossimo e quante borse di specializzazione e si parla di 12 mila matricole al posto delle attuali 9.700 (+30%), ma Bussetti frena perché sa che fondi non ce ne saranno e in queste ore è impegnato a evitare che tagli e risparmi immaginati al Mef colpiscano il suo ministero.
A sua volta la Lega, con il sen, Pittoni, per aggirare il numero chiuso, propone la valutazione precoce dei ragazzi alla scuola secondaria, affiancata da un focus sul rendimento all’università.

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03269-vergogna-nostrana

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-17/10/2018-06:00
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Vergogna nostrana

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Sanzionati 700 ragazzi nisseni per uso improprio del bonus cultura
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La Guardia di Finanza di Caltanissetta ha scoperto che 700 neo diciottenni avevano speso il bonus cultura per acquistare pc, smartphone, chiavette usb e accessori elettronici al posto di utilizzarli per abbonamenti al cinema e ai teatri, accessi ai musei, libri, corso di musica e lingua straniera.
I 700 diciottenni si sono beccati una sanzione amministrativa per avere dichiarato falsamente di avere acquistato i beni e servizi previsti invece di telefonini e iPad: adesso dovranno restituire anche il bonus speso e pagare una sanzione in proporzione a quanto speso in maniera illecita.

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03259-francia-scuola-tre-anni

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-16/10/2018-06:00
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In Francia la scuola per tutti a 3 anni

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In Italia ci spupazziamo con il Progetto 0-6 anni tutto da portare a compimento
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Il ministro dell’Istruzione francese Jean-Michel Lanquer ha presentato al Consiglio Superiore dell’Educazione una riforma scolastica che introduce la scuola dell’obbligo a tre anni e non più da sei. Quindi dalla scuola materna e non dalle elementari. E in Italia? Meglio non parlarne!
Il presidente Macron ne aveva fatto una promessa nel corso della sua campagna elettorale per gettare le basi dell’apprendimento.
In Italia invece ogni tentativo di anticipo della scolarità di un anno è finito prima di nascere. Ci provò l’ex ministro Luigi Berlinguer nel ’93 che cozzò contro le resistenze dei sindacati gli insegnanti; una decina d’anni dopo ci provò l’ex ministra Stefania Giannini ma la riforma fu ritenuta costosa, anche se un anno di anticipo risolverebbe quello dell’età d’uscita dalle superiori; sull’onda dell’innovazione l’ex governo Renzi ha avviato il progetto 0-6 anni per il potenziamento della scuola dell’infanzia, nidi e materne.
In Francia, almeno con Macron, il discorso sull’anticipo fa il paio con le neuroscienze e le teorie cognitivisti che secondo cui la plasticità del cervello prima dei sei anni è particolarmente propizio per assimilare soprattutto i linguaggi; in Italia, invece l’indirizzo socio-psicologico dominante porta pensare che i piccoli fino a  sei anni debbano  giocare ed essere coccolati. (n.b.)

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03249-sindaca-mensa-soluzione-leghista

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-16/10/2018-06:00
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La sindaca, la mensa e la “soluzione” leghista

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Adesso potrà bastare anche l’autocertificazione in “buona fede”
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Ci voleva proprio l’intervento dei due vicepremier per sgonfiare il caso dell’asilo di lodi che nega la mensa e lo scuolabus ai bambini stranieri?
Ci voleva proprio che i duo gialloverde “scoprisse” l’autocertificazione al posto dei formali certificati di nullatenenza all’estero?
Ci voleva una fulminea raccolta di ben 60mila euro per pagare la retta ai figli degli immigrati?
Certo che no!
Alla soluzione della dichiarazione “in buona fede” da parte degli interessati ci poteva arrivare anche l’usciere del comune di Lodi oltre che la sindaca leghista tanto brava e tanto difesa da Salvini.
Alla soluzione della dichiarazione ci poteva arrivare certamente la sindaca anche prima che il vicepremier Di Maio affermasse innanzi tutto il diritto alla tutela dei bambini.
E si poteva evitare di far parlare a vanvera di il ministro della Famiglia (lo sapevano che esiste nel governo Conte anche questo ministero?) secondo cui “con l’immigrazione si diluiscono le identità e avanza l’omologazione”.
Certamente i termini come razzismo o apartheid sono pesanti, ma pesano anche le scelte idiote e la sindaca leghista ci deve ancora spiegare perché basta l’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) per i cittadini della Ue, mentre per i cittadini ex comunitari va prodotta la documentazione aggiuntiva che dimostri di non possedere alcun immobile nel Paese d’origine.
E noi continuiamo a ribadire con forza la nostra tesi: cosa facciamo per i cittadini italiani che spacciano Isee in regola per restare nella fasci agevolata e che hanno proprietà, beni e quattrini all’estero? Perché tutti questi non debbono produrre la documentazione aggiuntiva o pagare 5 euro per ogni pasto e 210 euro a trimestre per lo scuolabus ed i figli degli extracomunitari tutti squattrinati sono esclusi dai servizi scontati e debbono pagare la quota più alta?
Non male l’idea di Martina (Pd) per organizzare una manifestazione  antirazzista, ma sarebbe interessante sapere nel 2017 quando il comune di Lodi cambiò la regole pro-contro gli immigrati, dov’era tutta l’opposizione! (n.b.)

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03239-sindaca-mensa

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CERIPNEWS LA NOTA XVIII-15/10/2018-06:00
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La sindaca e la mensa scolastica

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Vergognosa scelta leghista contro i bambini stranieri
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Il Comune di Lodi ha approvato una delibera che obbliga i cittadini stranieri a presentare la richiesta di accesso agevola alla mensa scolastica non solo con l’Isee sui redditi italiani, ma anche una certificazione delle eventuali proprietà possedute all’estero!
Senza questi documenti, non sostituibili con autocertificazione, e difficili da reperire da parte di ogni famiglia straniera, si perde l’agevolazione e si devono pagare tariffe più alte (5 euro a pasto):
E così 300 bambini di origine straniera non accedono più alla mensa, si portano il panino d casa e mangiano (cosa gravissima) in ambienti diversi dai loro compagni.
Strano che la sindaca leghista non chieda la stessa documentazione ai suoi concittadini, compreso quelli che hanno proprietà e capitali all’estero!
Quanto poi alla palese discriminazione fra bambini, con buona pace della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo (ratificata in Italia nel 1991) che afferma che tutti i minori residenti nel nostro Paese hanno pari diritti nell’accesso alla salute e al benessere psicofisico e quindi anche poter mangiare alla mensa scolastica, nessuna parola.
Dopo tutto che cosa ci si aspettava da una giunta leghista che procede ad immagine e somiglianza del suo leader Salvini che in fatto di razzismo, xenofobia, respingimenti e mancata integrazione dà punti a tutti?
Viene anche da chiedersi quale sarà la mossa, semmai ce ne sarà una, del premier Conte e del suo ministro Bussetti. (n.b.)

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