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I “giochini” Invalsi e della Gelmini sulle prove nazionali  
di Ninni Bonacasa

2010-08-06//12:00

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Sulla carta stampata e sulle testate on-line si fa un gran parlare (anche troppo, per i nostri gusti!) degli esiti delle prove Invalsi relative alla classi terze della scuola secondaria di I grado.
Siccome, a quanto pare, solo il Ceripnews ha sparato a raffica non solo contro questi “giochini testologici” ma anche sull’analogo minacciato accertamento gelminiano delle “competenze” per la Maturità a partire dal prossimo anno, cerchiamo di capire meglio di che cosa stiamo parlando dato che siamo convinti che parecchi giornalisti pseudo-esperti di questioni scolastiche forse hanno letto la sintesi dei test, ma non hanno mai letto e studiato i test!

Punto 1 – L’Invalsi ha scoperto che quest’anno che non si sono registrati “comportamenti opportunistici” delle scuole del Sud che erano state accusate di aver somministrato scorrettamente i test negli anni precedenti.
E’ sempre facile sparare sul mucchio e dare e fare spettacolo mediatico in favore del Nord e del Nord-Est.

Punto 2 – Emergono difficoltà in grammatica e in matematica, ma al Nord i ragazzi sono tanto bravi mentre nelle aree meridionali i risultati sono a -5 punti percentuali anche se proprio al Sud si registra una grande eterogeneità di risultati.
Calabria, Campania e Sicilia sono le regioni che vanno peggio!
Rispetto a che cosa lo vedremo appresso.

Punto 3 – Il sistema di istruzione – secondo l’Invalsi -  certifica le disuguaglianze sociali e ambientali del Paese … ma non  contribuisce in modo decisivo ad un loro superamento.
Una scoperta davvero sconvolgente! Chi voleva proprio l’Invalsi come le sue provine nazionali per affermarlo!

Le prove
E adesso vediamo di capire di quale tipo di prove stiamo parlando (anno scolastico 2009/2010) per capire se, come, quando e quanto ha potuto accertare l’Invalsi su competenze (e non mere conoscenze!) e qualità della scuola, come ama affermare il ministro Gelmini che pare innamorata folle dei testi nazionali.

Italiano
Al di là della lettura del testo e della comprensione per cui l’alunno dovrebbe distinguere se si tratta di una pagina di diario o di un articolo di rivista, ecc. (alla faccia della competenza accertata e da accertare!) il meglio si ha nel chiedere all’alunno se le vacanze estive sono una sospensione delle vita vera o se l’estate passa troppo in fretta e l’inverno è una pausa che interrompe il ritmo del vivere. A tanto si aggiunge l’onere di conoscere il significato dell’aggettivo “impercettibile” e via di seguito.
Più dignitose le domande sulla forestazione tropicale per tornare alla mediocrità più assoluta nei quesiti di grammatica centrati sulle forme passive, sul completamento di frasi usando il verbo “fare”, sulla frase subordinata oggettiva e sul discorso diretto e indiretto …
Tutto questo dovrebbe servire ad accertare se e quante competenze possiedono gli alunni italiani in lingua italiana!

Matematica
I test esordiscono con la conoscenza delle kilocalorie per seguire con: ordinare i numeri in ordine crescente, “leggere” una carta stradale individuando la distanza tra due località, ecc. e si continua poi con i gigabyte, con le espressioni e poi con la superficie di un cubo per accertare il numero di cubetti ottenuti con la ripartizione a seguito di tratteggi e sul costo da ripartire in parti eguali fra due giovani vacanzieri.
Dimenticavamo: viene chiesto anche il calcolo del volume di un barattolo da 0,4 kg e le frequenze numeriche di uscite di un dado lanciato ben 70 volte in aria!  

Conclusione
Non ci vuole molto per dedurre che le provine dell’Invalsi, trarre rare eccezioni, tendono ad accertare mere conoscenze e molte poche competenze ed abilità che niente hanno a che vedere con i “saperi forti” su cui ogni scuola scommette o dovrebbe farlo, quanto meno alla luce delle Indicazioni Nazionali.
Su queste provine nazionali, disquisire e parlare a vanvera dei ragazzini tanto bravini del Nord, diversamente da quelli del Sud e delle Isole (che possono essere bravi e competenti in ben altro!) è tutto un discorso aleatorio e non vorremmo che si facesse lo stesso ragionamento dei 100 e lode che sono stati oggetto di analisi, discussione e commenti acidi in questi giorni feriali e che come Ceripnews  abbiamo ampiamente affrontato.
Infine una chicca finale rivolta agli entusiasti delle provine nazionali, all’Invalsi e al ministro Gelmini: la griglia di correzione prevedeva un range che andava da zero risposte a oltre dieci, settato con voto quattro; dopo di che si cominciava ad attribuire il voto. Di conseguenza un alunno che non dava nessuna risposta aveva lo stesso punteggio di chi, comunque, si era impegnato in qualche modo; l'alunno per raggiungere dieci doveva dare tutte le risposte esatte. E questo solo per parlare di professionalità e competenze da parte di chi vuole misurare (sic!) quelle degli altri!

 

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