CERIPNEWS www.ceripnews.it
I
“giochini” Invalsi e della Gelmini sulle prove nazionali
di Ninni
Bonacasa
Sulla carta stampata e sulle testate on-line si fa un gran parlare (anche
troppo, per i nostri gusti!) degli esiti delle prove Invalsi relative alla
classi terze della scuola secondaria di I grado.
Siccome, a quanto pare, solo il Ceripnews ha sparato a raffica non solo
contro questi “giochini testologici” ma anche sull’analogo
minacciato accertamento gelminiano delle “competenze” per
la Maturità
a partire dal prossimo anno, cerchiamo di capire meglio di che cosa stiamo
parlando dato che siamo convinti che parecchi giornalisti pseudo-esperti
di questioni scolastiche forse hanno letto la sintesi dei test, ma non
hanno mai letto e studiato i test!
Punto 1 – L’Invalsi
ha scoperto che quest’anno che non si sono registrati “comportamenti
opportunistici” delle scuole del Sud che erano state accusate di aver
somministrato scorrettamente i test negli anni precedenti.
E’
sempre facile sparare sul mucchio e dare e fare spettacolo mediatico in
favore del Nord e del Nord-Est.
Punto 2 – Emergono
difficoltà in grammatica e in matematica, ma al Nord i ragazzi sono tanto
bravi mentre nelle aree meridionali i risultati sono a -5 punti
percentuali anche se proprio al Sud si registra una grande eterogeneità
di risultati.
Calabria, Campania e Sicilia sono le regioni che vanno peggio!
Rispetto
a che cosa lo vedremo appresso.
Punto 3 –
Il sistema di istruzione – secondo l’Invalsi - certifica
le disuguaglianze sociali e ambientali del Paese … ma non contribuisce
in modo decisivo ad un loro superamento.
Una
scoperta davvero sconvolgente! Chi voleva proprio l’Invalsi come le sue
provine nazionali per affermarlo!
Le prove
E adesso vediamo di capire di quale tipo
di prove stiamo parlando (anno scolastico 2009/2010) per capire se, come,
quando e quanto ha potuto accertare l’Invalsi su competenze (e non mere
conoscenze!) e qualità della scuola, come ama affermare il ministro
Gelmini che pare innamorata folle dei testi nazionali.
Italiano
Al di là della lettura del testo e della comprensione per cui l’alunno
dovrebbe distinguere se si tratta di una pagina di diario o di un articolo
di rivista, ecc. (alla faccia della competenza accertata e da accertare!)
il meglio si ha nel chiedere all’alunno se le vacanze estive sono una
sospensione delle vita vera o se l’estate passa troppo in fretta e
l’inverno è una pausa che interrompe il ritmo del vivere. A tanto si
aggiunge l’onere di conoscere il significato dell’aggettivo
“impercettibile” e via di seguito.
Più dignitose le domande sulla forestazione tropicale per tornare alla
mediocrità più assoluta nei quesiti di grammatica centrati sulle forme
passive, sul completamento di frasi usando il verbo “fare”, sulla
frase subordinata oggettiva e sul discorso diretto e indiretto …
Tutto questo dovrebbe servire ad accertare se e quante competenze
possiedono gli alunni italiani in lingua italiana!
Matematica
I test esordiscono con la conoscenza delle kilocalorie per seguire con:
ordinare i numeri in ordine crescente, “leggere” una carta stradale
individuando la distanza tra due località, ecc. e si continua poi con i
gigabyte, con le espressioni e poi con la superficie di un cubo per
accertare il numero di cubetti ottenuti con la ripartizione a seguito di
tratteggi e sul costo da ripartire in parti eguali fra due giovani
vacanzieri.
Dimenticavamo: viene chiesto anche il calcolo del volume di un barattolo
da
0,4 kg
e le frequenze numeriche di uscite di un dado lanciato ben 70 volte in
aria!
Conclusione
Non ci vuole molto per dedurre che le provine dell’Invalsi, trarre rare
eccezioni, tendono ad accertare mere conoscenze e molte poche competenze
ed abilità che niente hanno a che vedere con i “saperi forti” su cui
ogni scuola scommette o dovrebbe farlo, quanto meno alla luce delle
Indicazioni Nazionali.
Su queste provine nazionali, disquisire e parlare a vanvera dei ragazzini
tanto bravini del Nord, diversamente da quelli del Sud e delle Isole (che
possono essere bravi e competenti in ben altro!) è tutto un discorso
aleatorio e non vorremmo che si facesse lo stesso ragionamento dei 100 e
lode che sono stati oggetto di analisi, discussione e commenti acidi in
questi giorni feriali e che come Ceripnews
abbiamo ampiamente affrontato.
Infine una chicca finale rivolta agli entusiasti delle provine nazionali,
all’Invalsi e al ministro Gelmini: la griglia di correzione prevedeva un
range che andava da zero
risposte a oltre dieci, settato con voto quattro; dopo di che si
cominciava ad attribuire il voto. Di conseguenza un alunno che non dava
nessuna risposta aveva lo stesso punteggio di chi, comunque, si era
impegnato in qualche modo; l'alunno per raggiungere dieci doveva dare
tutte le risposte esatte. E questo solo per parlare di professionalità e
competenze da parte di chi vuole misurare (sic!) quelle degli altri!
|