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Rinnovo
Rsu: non è
una “pagliacciata”
Definire
una “pagliacciata” il rinnovo delle Rsu nelle scuole da parte dell’A.SA.Si
nella Letterina n. 309 del 2 febbraio scorso, mi sembra davvero troppo.
Tuttavia l’autore dell’articolo, Salvatore Indelicato, Dirigente
Scolastico (la qualifica di “preside” mi pare sia stata abolita con
l’acquisizione dello status dirigenziale a seguito dell’autonomia)
dell’ITI “Cannizzaro” di Catania, ha ragione in una cosa: la scuola
non è un’officina, non è una fabbrica … ma, guarda caso, anche nella
scuola ci sono i lavoratori (Docenti e
Ata) che vanno assistititi e tutelati, come lavoratore è anche il
Dirigente Scolastico, che spesso implora tutele che non ha!
Inoltre, non mi pare che il personale della scuola si consideri
“manovalanza” nell’esercitare, con il voto, il diritto di designare
i propri rappresentanti ad un tavolo negoziale che ben altre pagliacciate
legislative hanno immiserito e ridotto all’osso, sfruttando le debolezze
dell’art. 6 del CCNL Scuola ancora non rinnovato.
Mi pare anche che proprio in un momento politico-istituzionale in cui si
cerca di scardinare più di una certezza, avere un punto fermo categoriale
nella scuola in qualche caso può far comodo anche allo stesso Dirigente
Scolastico se sa acquisire consenso e condivisione nelle scelte.
Peraltro il voto libero e spontaneo consente comunque poi a tutti i
lavoratori di essere rappresentati nelle contrattazioni interne, utili
soprattutto quando da parte del dirigente scolastico (in questo caso le
lettere minuscole sono d’obbligo!) si vuole imporre, piuttosto che
proporre, scelte a priori o si vogliono mostrare i muscoli sperando di
esercitare un “potere” fondato su nulla e su niente o quando egli
considera controparte e non seconda parte negoziale i presenti al tavolo
contrattuale.
Infine una notazione intra-categoriale al collega Salvo: perché mai non
dovrebbero più esserci le Rsu e, quindi, le contrattazioni di scuola e
dovrebbero permanere quelle regionali anche per la nostra Area V, a cui i
non ammessi al tavolo contrattuale, guarda caso, aspirano tanto? (ninni
bonacasa)
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