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Tecnologie al rialzo, ma uso al
ribasso,
nell'insegnamento ai disabili siciliani
Secondo
i più recenti dati Istat pubblicati da Adalgisa Maurizio nel sito “forDirigenti”,
analizzando le tecnologie didattiche utili per
l’integrazione scolastica nella scuola primaria e nella
secondaria di primo grado negli anni scolastici 2008/09 e 2009/2010 si
scopre che la
Sicilia
non è proprio collocata malissimo circa la dotazione delle postazioni
informatiche adibite all’integrazione scolastica, però è collocata
malissimo nell’uso delle stesse da parte degli insegnanti!
Nell’anno scolastico 2008-2009 nella scuola primaria la percentuale era
del 58,37% e nell’a.s. 2009-2010 si è raggiunta quota 70,33% a fronte
di un totale nazionale rispettivamente del 60,11% e del 68,72%. Punte
avanzate nel 2009-2010
la Liguria
con l’82,22% e l’Emilia Romagna con 76,08%.
Nella scuola secondaria di 1° grado
la Sicilia
nell’a.s. 2008-2009 tocca una percentuale del 67,01 contro un tetto
massimo del 70,16% del Veneto ed un totale nazionale del 66,75 e
nell’anno scolastico 2009-2010
la Sicilia
raggiunge quota 81,42% contro un tetto massimo di 84,31% dell’Umbria,
l’83,33% della provincia autonoma di Trento ed una percentuale nazionale
del 76,95%.
”È bene precisare, come
osserva Adalgisa Maurizio, che i
dati rilevati si riferiscono alla dotazione di postazioni informatiche
presenti in classe, cioè utilizzabili dagli alunni disabili nella vita
scolastica quotidiana e non posizionate in laboratori esterni alle aule.
Solo in tal modo, secondo i ricercatori, è possibile dare al dato una
valenza rispetto all’integrazione scolastica”.
Ma gli insegnanti sanno usare ed usano le tecnologie per la didattica
speciale? I risultati della ricerca indicano che non tutti gli insegnanti
di sostegno ne fanno buon uso: “nelle
scuole primarie le differenze si distribuiscono tra casi di eccellenza
come l’Emilia Romagna (76,6%), le Marche (75,7%),
la Valle
d’Aosta (75,5%) e la provincia Trento (75,3%) e casi in cui le
percentuali sono molto basse. Si tratta di regioni del Mezzogiorno
(Molise, Campania, Calabria e Sicilia) a eccezione della provincia
autonoma di Bolzano dove il valore super di poco il 20%”.
Risultati a sorpresa nella scuola secondaria di primo grado: “l’Emilia
Romagna si rivela tra le meno avanzate dal punto di vista tecnologico
insieme all’Abruzzo, al Molise, alla Campania e alla Calabria. Ciò
significa che, per esempio, mentre in Umbria, in Puglia, nella provincia
di Trento, l’80/90% dei docenti di sostegno utilizzano le postazioni
informatiche presenti in classe, in Abruzzo, in Campania, nel Molise, la
percentuale dei colleghi delle regioni più virtuose che non utilizzano le
postazioni informatiche si raddoppia”.
Quali sono le ragioni di questa eterogeneità che non garantisce la stessa
qualità dell’offerta formativa e dell’integrazione scolastica nelle
scuole italiane?
Secondo la ricerca la prima causa sta nella formazione dei docenti di
sostegno. Tra questi, infatti, solo il 43,8% nella scuola primaria e il
53,7% nella secondaria di primo grado hanno frequentato corsi di
formazione specifici accreditati in materia di tecnologie educative per la
didattica speciale. Di contro, a livello nazionale, il 56,2% di docenti di
sostegno della primaria e il 46,3% della secondaria non hanno mai
frequentato corsi di quel tipo.
Va altresì detto a chiare lettere che non
solo occorre lavorare per aumentare fino alla totalità la percentuale dei
docenti formati non solo tra quelli specializzati sul sostegno ma
estendendo la formazione specifica a tutti.
L’esigenza di una maggiore e diffusa
formazione tecnologica e specialistica dei docenti è stata pienamente
recepita dal decreto 10 settembre 2010 n. 249 pubblicato in GU il 31
gennaio 2011 che disciplina i requisiti e le modalità della formazione
iniziale degli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado. In
particolare all’articolo 3 si precisa che costituisce parte integrante
di tutti i percorsi formativi l’acquisizione di competenze digitali che ”attengono
alla capacità di utilizzo dei linguaggi multimediali utilizzo dei
linguaggi multimediali per la rappresentazione e la comunicazione delle
conoscenze, per l'utilizzo dei contenuti digitali e, più in generale,
degli ambienti di simulazione e dei laboratori virtuali. Al fine di
consentirne la piena fruizione anche agli alunni con bisogni educativi
speciali, i contenuti digitali devono essere definiti nel rispetto dei
criteri che ne assicurano l'accessibilità”.
Il DM 249/10, inoltre, nella formazione di tutti i docenti comprende anche
l’acquisizione di competenze didattiche necessarie per favorire
l’integrazione scolastica degli alunni disabili. Il dato rilevato nella
ricerca indica una forte criticità che dovrebbe spingere sia le singole
istituzioni scolastiche che l’amministrazione centrale e periferica a
promuovere iniziative di formazione sull’uso delle tecnologie didattiche
finalizzate all’integrazione scolastica e rivolte a tutti i docenti.
Per completare il quadro sull’integrazione scolastica è doveroso
analizzare i dati raccolti sulla presenza delle figure professionali che
affiancano i docenti. L’indagine dell’Istat ha rilevato un consistente
numero di assistenti alla disabilità che operano nelle scuole: 13mila
assistenti educativi culturali (AEC), 700 comunicatori per sordi, 500
facilitatori della comunicazione e 20.298 collaboratori scolastici con
incarichi specifici di assistenza ai disabili.
La distribuzione per regioni delle varie figure professionali di
assistenza – osserva ancora l’Autore - si rivela interessante poiché
indica la maggiore o minore spesa degli enti locali per garantire il
servizio agli alunni disabili. Infatti, se in alcune regioni come
l’Emilia Romagna, le Marche e
la Lombardia
, i collaboratori scolastici e gli AEC sono più o meno presenti in egual
misura nell’assistenza ai disabili a scuola, nella Provincia Autonoma di
Trento si riscontra un’assoluta maggioranza di AEC. Nel Mezzogiorno,
poi, la situazione si ribalta fino al punto che in alcune regioni come il
Molise,
la Basilicata
,
la Calabria
e
la Sicilia
sono prevalentemente i collaboratori scolastici a occuparsi degli alunni
disabili non autonomi.
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Per leggere l’intera pubblicazione: http://for.indire.it/dirigenti/login/index.php?Msg=
- Adalgisa Maurizio - Dati Istat sulla disabilità a
scuola. Fotografia di un modello di
integrazione - Parte
seconda (23/01/2012)
- Adalgisa Maurizio - I
dati Istat sulla disabilità a
scuola. Fotografia di un modello di
integrazione - Parte
prima (16/01/2012)
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